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La notte dei libaeti
seconda edizione
un percorso nel bosco tra racconti e musica

il manifesto dell’evento
clicca sull’immagine per ingrandire

Venerdì 1 Novembre 2019 alle ore 17.30
sulla strada di Sussisa poco prima della Piazza della Chiesa
vi attenderà un agitatore Culturale Irrequieto
…che non faticherete a riconoscere

Un percorso con fiaccole nella magia del bosco, alla ricerca delle tradizioni perdute e di quelle voci che sono fondamentali per la nostra esistenza, i poeti e i pensatori.
Renderemo omaggio a coloro che in effetti non ci hanno mai lasciati, che sono sempre rimasti con noi, nelle nostre stanze, nei nostri scaffali, sempre a portata di mano per parlarci quando è stato necessario, consolarci, farci sorridere, farci prendere la vita con lievità.
I libaeti questi piccoli preziosi manufatti di cera colorata, la sera del 1 novembre brilleranno per loro.
Un viaggio accompagnato dalle parole di Tumbas e del suo autore Cees Nooteboom che ci guiderà attraverso le sue sensazioni, le sue emozioni, le sue visioni della vita e della morte, di tomba in tomba, di poeta in poeta.
Ritroveremo i vecchi lumini a olio i sexende, (dal nome dei dischetti di sughero che tengono lo stoppino, sexende dal latino cicindela, cioè lucciola da cui anche céabella) usati tradizionalmente da tutte le famiglie, accesi tra la notte di Ognissanti e quella dei Morti.
Quelle piccole lampade che davano luce agli scomparsi, così artigianali, un bicchiere, l’olio d’oliva, un galleggiante in sughero e uno stoppino e quelli un po’ più pretenziosi costruiti da maestri vetrai le veilleuse.

Il Video

Una tradizione ormai persa: quella dei “Libaeti”.
Per la ricorrenza dei morti nei paesi liguri venivano venduti questi elaborati lumini in cera che, per i loro colore e fantasia, facevano la gioia di tutti i bimbi. Nel Golfo Paradiso venivano chiamati “Libaeti”, nel Tigullio “Mocchetti”, a Genova “Offizieu”.
I Libaeti erano costituiti da un lungo filo cerato, praticamente uno stoppino continuo che veniva avvolto su se stesso prendendo svariate forme. La più comune era quella a libretto Libaeto appunto, ma la maestria degli artigiani si sbizzarriva a creare altre forme, casette, scarpette, gomitoli, borsine, fiaschetti, frutti, tutti dai colori sgargianti e decorati con fili argento e oro.
Abbiamo realizzato questo video utilizzando spezzoni dal video “Nostalgia” di Laura Mercati realizzato per FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari).

Sexende, veilleuse e i libaeti

Clicca sulle immagini per vedere le foto ingrandite.

Grazie a Giorgio Raffo per averci fornito i sexende e le veilleuse e a Laura Mercati per averci prestato i suoi mocchetti realizzati dalla cereria Bancalari di Chiavari

Le prove a casa Kublai


Chi siamo


Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.

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