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e il naufragar m’è dolce in questo mare
letture da “una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace

il manifesto dell’evento
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Sabato 10 Agosto 2019
a Sussisa - Confaunè - prato della strada nuova

Letture di brani tratti da "Una cosa divertente che non farò ma più".
Il libro di Wallace racconta la vacanza obbligata su una nave da crociera tra le isole dei Caraibi.
Sette giorni e sette notti ai Caraibi.
La crociera come trasposizione allegorica della nostra società, che tende ad eliminare, il pensiero individuale e sostituire ad esso un benessere prestabilito e trasforma l'individuo in consumatore.

Wallace in qualità di giornalista viene incaricato dalla nota rivista americana Harper’s di redigere un taccuino, una sorta di reportage narrativo su questa crociera extralusso così agognata, dove i passeggeri sono coccolati, viziati ed hanno il solo dovere di rilassarsi.

Una cosa divertente… è un saggio esilarante e un po caustico, frutto di un’arguta osservazione della società. Il linguaggio di Wallace è secco incisivo, ironico, coinvolgente, con un massiccio uso di note a piè di pagina, che talvolta si estendono per pagine e il registro profondamente umoristico tipico dei suoi saggi.

A conclusione della serata, come ormai tradizione, esibizione delle Perseidi.

Gli Agitatori ringraziano la Proloco di Sori per il sostegno, il Comitato San Matteo di Sussisa per la collaborazione ed il proprietario che ci ha gentilmente concesso il terreno.

Suggerimenti

Puoi ascoltare la lettura integrale del libro fatta da Paolo Pierobon per RaiRadio3 Ad Alta voce

Rassegna stampa

Un caso di censura

Le forme di censura sono parte dei governi totalitaristi, la censura serve ad oscurare il dissenso e controllare le masse.
No, non siamo nel ventennio, oggi è l’8 agosto 2019 e non è stato censurato il jazz perché arrivava da oltreoceano, la censura si abbatte su un gruppo di cittadini che dal 2011, lavora per fare comunità, recupero di tradizioni che si stanno perdendo, ma soprattutto condivisione.
Gli Agitatori Culturali Irrequieti Giandeibrughi, che hanno sì la grave colpa di leggere spudoratamente dei libri in pubblico. Il libro si sa fa paura più di ogni altra arma, perché instilla il dubbio e abbatte le certezze, crea empatia e amplia gli orizzonti delle persone, se conosci puoi immaginare altri modi di vivere, di sentire di pensare.
Chi ha un suo pensiero difficilmente accetterà prono ciò che gli viene imposto.
Ma andiamo ai fatti.
Come normale pratica, chiediamo all’amministrazione in carica il permesso di Pubblica Sicurezza, un patrocinio dello stesso Comune che significa apporre il marchio sulla nostra comunicazione ed un allaccio corrente che ci consentirà di avere punti luce per le letture.
La nostra prima manifestazione del 23 giugno, non avrà nessuna di queste caratteristiche, anzi ci verrà impedito il tradizionale falò.
Secondo tentativo per “e il naufragar m’è dolce in questo mare” che si svolgerà sabato 10 agosto nel prato Confaunè a Sussisa e per “La notte dei Libaeti” che come lo scorso anno si terrà il 1 di novembre.
Otteniamo il patrocinio, l’allaccio corrente e il permesso di PS, per il 10 agosto.
Per il primo di novembre invece il sindaco (testuali parole dell’ufficiale di polizia comunale) si riserva di concederci il permesso, solo dopo aver mandato un controllo nella serata del 10 agosto per vedere che non venga fatta apologia di destra o di sinistra.

Chi avrà l’incarico di decidere se le nostre letture sono consone al loro pensiero?
Il sindaco può rifiutare di concederci patrocinio e attacco luce come ha già fatto, in quanto discrezionalità politica, ma l’autorizzazione all’evento, se non ricorrono motivi di ordine pubblico gravi e comprovati (dal Prefetto e dal Questore) se ci sono i requisiti di sicurezza è un atto dovuto.
Se facessimo del tiro al piattello, probabilmente ci sarebbero norme di sicurezza, che possono suscitare qualche dubbio, potrebbe esserci qualche rischio per l’incolumità.
Ma ciò che facciamo è una rivoluzione poetica, cercare di condividere la cultura.
Il libro è pericoloso, la storia insegna che il rogo dei libri è sempre stata la scelta di ogni dittatura.
Il “controllo, questo si mi pare faccia parte non dell’apologia ma bensì della messa in atto di una polizia politica così cara a Iosif Vissarionovic Stalin, Aldolf Hitler, Benito Mussolini e a tutti i regimi.
Aspetteremo quindi che si materializzi sul nostro prato lo “Sceriffo di Nottingham” che accoglieremo senza pregiudizi, sicuri che l’ascolto di una buona lettura non possa che giovare al suo spirito.

patrizia e augusto degli Agitatori Culturali Irrequieti

Le prove di lettura e …musicali

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Alcune immagini della serata

Grazie a Sabrina, Rossella, Roberto e Franco


Chi siamo


Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.

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