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Utinam
volesse il cielo
l’ipotesi di città ideale

il manifesto dell’evento
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Giovedì 10 Agosto 2017
a Sussisa - Confaunè - prato della strada nuova

Volesse il cielo, la speranza e la voglia di cambiamento, hanno indotto l'uomo a creare delle città modello in cui avrebbe voluto trascorrere la vita. Poco importa se non le ha realizzate, ciò che conta è il pensiero che le ha prodotte e che gli ha fatto attuare azioni per raggiungerle, perché come diceva Costantino Kavafis “Sempre devi avere in mente Itaca, raggiungerla deva essere il tuo pensiero costante”.
Che cosa è per noi la città ideale, per noi agitatori è senz'altro quella della condivisione, della partecipazione, dello stare assieme, creare comunitas nell'intento di rendere bello ciò che ci circonda.
Una città in cui si ama e rispetta il territorio, il bene comune, si promuove la cultura e la conoscenza, ci si espone e si espone il proprio pensiero, nell'intento di trovare conferme e percorsi per il raggiungimento di quella bellezza che salverà il mondo.

A conclusione della serata, come ormai tradizione, esibizione delle Perseidi.

Gli Agitatori ringraziano Il Comune di Sori e la Proloco di Sori per il sostegno, il Comitato San Matteo di Sussisa per la collaborazione ed il proprietario che ci ha gentilmente concesso il terreno.

Le foto

Il progetto

Utinam è una ricerca, un percorso tra le utopie che l'uomo ha saputo immaginare. Utinam significa volesse il cielo, una frase di desiderio e di speranza.
Sono la speranza e la voglia di cambiamento, che hanno indotto l'uomo a creare delle città modello per trascorrervi la vita. Poco importa se non le ha realizzate, ciò che conta è il pensiero che le ha prodotte e che gli ha fatto fare il cammino per raggiungerle, perché come diceva Costantino Kavafis “Sempre devi avere in mente Itaca, raggiungerla deva essere il tuo pensiero costante”.
L'uomo ha sempre ipotizzato città sogno da raggiungere, città sogno a cui tornare. Parleremo anche di due sentimenti che lo hanno accompagnato. La speranza e la paura. La speranza gli ha fatto vedere mondi possibili gli ha dato la forza per decidere di realizzarli. La paura gli ha fatto abbandonare le armi, consegnarsi, abdicare a favore di chi poteva rendergli la vita più facile. La speranza ha creato l'utopia, la paura la distopia, quest'ultima ha la tendenza a realizzarsi.
Abbiamo steso un testo che si articola, a partire da Platone, la sua ipotesi di città ideale, l’Atlantide ritrovata o da ritrovare, passando per Utopia di Thomas More, La città del sole di Tomaso Campanella, la Storia vera di Luciano da Samosata, la Citta di Cuccagna, passando poi alle città distopiche quelle a cui è stata dedicata tanta letteratura del 900.
Una città utopica che grazie a Gabriele D’Annunzio ebbe la sua realizzazione per una durata di soli sei mesi ma talmente avanti rispetto al suo tempo che divenne punto di riferimento per artisti ed intellettuali d’Europa, la città di Fiume.
A chiudere poi con un coinvolgimento del pubblico che leggerà gli articoli dello statuto di una “società” che pensata da saggi qualche tempo addietro, ancora deve realizzarsi perché i suddetti articoli sono andati disattesi, ma crediamo che applicandoli potremo trasformare il nostro mondo, con la nostra Costituzione.

Lo spettacolo prevede la presenza di 5 lettori, la rappresentazione, se il sito lo consente, verrà fatto sugli alberi, l’allestimento prevede la creazione della città di luce. Una lettura corale da realizzarsi sugli alberi, come Agitatori Culturali Irrequieti, lo stare sugli alberi e non scendere mai significa portare avanti ciò in cui si crede senza mai abdicare o lasciarsi fuorviare dall’omologazione.


Chi siamo


Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.

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Agitatori Culturali Irrequieti
Gian dei Brughi

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