Venerdì 23 DICEMBRE 2021 alle ore 16
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La ricetta del Magico Dolce Natale di quest'anno sarà il Castagnaccio, in genovese Panella.
Le castagne erano un bene prezioso nelle campagne, si consumavano bollite e Piae immerse poi nella tazza del latte o e Rustie arrostite nella classica padella in ferro con i buchi e mangiate in compagnia annerendosi i polpastrelli per sbucciarle.
Molto preziosa era anche la farina fatta con le castagne.
Nelle stalle o cantine esistevano gli essiccatoi, “sechesi”, una grata in alto con le castagne ed un fuoco al centro.
Luogo di condivisione e calore era lì che nascevano i racconti “un po' di paura” per intrattenere i più piccoli.
Quelle castagne venivano poi portate al mulino e se ne otteneva una farina piuttosto nutriente usata in cucina per primi piatti, le trofie e dolci tra cui il castagnaccio.
Una ricetta di semplice realizzazione dosando come sempre gli ingredienti nella maniera adeguata, e non dimenticando mai quello più importante, l’amore.
Il nostro gruppo si autofinanzia.
Se ti piacciono le nostre iniziative aiutaci;
un tuo contributo sarà estremamente gradito.
Ingredienti fondamentali per qualsiasi ricetta sono l’amore e la gioia del fare.
Ed ecco le dosi usate nel video…
Giovedì 23 DICEMBRE 2021 alle ore 16
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Gli Agitatori Culturali Irrequieti, vi invitano alla ricetta del Magico Dolce Natale.
Vi proponiamo I GOBELETTI dei Brughi!
In questo periodo che ci costringe a casa per salvaguardare la nostra salute potrete cimentarvi in una preparazione, non troppo difficoltosa ma di sicuro successo, se seguirete il procedimento.
Ingrediente indispensabile e fondamentale è come sempre l’amore.
Un sentito ringraziamento a Edo Bar per la collaborazione.
Il nostro gruppo si autofinanzia.
Se ti piacciono le nostre iniziative aiutaci;
un tuo contributo sarà estremamente gradito.
Ingredienti fondamentali per qualsiasi ricetta sono l’amore e la gioia del fare.
Ed ecco le dosi usate nel video…
Per la farcitura noi abbiamo scelto marmellata di mirtilli, pinoli, scaglie di cioccolata, nocciole spezzettate e una ciliegina per rendere il cuore morbido...
Per la decorazione zucchero a velo e ciliegina.
Mercoledì 23 DICEMBRE 2020 alle ore 16
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Gli Agitatori Culturali Irrequieti, vi invitano alla ricetta del Magico Dolce Natale.
Vi proponiamo il pandolce irrequieto genovese da realizzarsi a casa vostra e non più nel salone della Soms di Sussisa che ci ha ospitati per ben 9 edizioni!
In questo periodo che ci costringe a casa per salvaguardare la nostra salute potrete cimentarvi in una preparazione, non troppo difficoltosa ma di sicuro successo, se seguirete il procedimento.
Ingrediente indispensabile e fondamentale è comunque l’amore, se non disponete di questa speciale spezia che da sapore alla vita, è meglio lasciar perdere perché risulterebbe un dolce immangiabile.
Un sentito ringraziamento a Edo Bar per la collaborazione.
Il nostro gruppo si autofinanzia.
Se ti piacciono le nostre iniziative aiutaci;
un tuo contributo sarà estremamente gradito.
Ingredienti fondamentali per qualsiasi ricetta sono l’amore e la gioia del fare.
Ed ecco le dosi usate nel video…
Amalgamare la farina, lo zucchero, il burro (precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente), i tuorli d’uovo, il fior d’arancio ed eventualmente un goccio di latte. Infarinare i canditi, l'uvetta e i pinoli ed aggiungerli al composto. Impastare energicamente fino ad ottenere una buona consistenza. A questo punto allargare l'impasto e versare il lievito. Continuare ad impastare energicamente fino al completo assorbimento del lievito. Preparare dei pirottini infarinati. Dividere l'impasto e sistemarlo nei pirottini che andranno infornati a 180 gradi per circa 35-40 minuti, controllando la cottura con uno stecchino.
Lunedì 23 DICEMBRE 2019 dalle ore 16
nel salone della SOMS di Sussisa
Quest’anno vogliamo riprendere una tradizione poco conosciuta per non definirla addirittura perduta.
Sono poche le persone che la ricordano e soprattutto quasi nessuno ha cercato di tramandarla.
È una tradizione ligure della zona che va da Bogliasco a Sori, che risale agli anni ’30 del 900.
A Natale in famiglia si preparava il pandolce, e nelle cucine che erano il locale più vissuto della casa, anche perché grazie al Runfò era il più caldo, ci si avvicendava all’impasto di questo dolce nutriente e buonissimo. I bambini erano partecipi di questa magia, uvetta, canditi, pinoli da sottrarre dalla madia nei momenti di disattenzione degli adulti.
Il pandolce non era mai uno solo, se ne facevano per gli amici e parenti, ma la tradizione vuole che un po’ di quell’impasto venisse usato per un dolce dedicato solo ai bambini.
La Cònba, una bambolina ovale con le mani in grembo (in scoso), una piccola treccia a scendere da un lato, aveva gli occhi di uvetta, per il naso un pinolo, la bocca con i “margheitin”, codette colorate ed il vestito era tutto decorato con finocchietti.
Veniva infornata assieme al pandolce ma a differenza di questo poteva essere mangiata dai bambini soltanto il 6 di gennaio, giorno dell’Epifania che da noi in Liguria si chiama “Pasquetta”.
Si diceva che la Cònba il giorno dell’Epifania avrebbe cantato: “Cuccurucucu le nasciu u Segnu”, ma i bambini di quel tempo non ricordano che ciò sia avvenuto.
Alle ore 16 nel salone della Soms di Sussisa, sotto la guida delle maghe-cuoche, bambini e adulti potranno fare l’impasto e personalizzare le loro Cònbe, che una volta cotte porteranno a casa, con la promessa di mangiarle il 6 gennaio.
Si ringrazia la Soms di Sussisa, la ProLoco di Sori, il Comitato Festeggiamenti San Matteo di Sussisa
e gli sponsor Edo Bar e Latte Tigullio.
Gli ingredienti e la lavorazione dell’impasto sono gli stessi che occorrono per la preparazione del pandolce genovese
(vedi la nostra ricetta).
Ad una piccola porzione di impasto viene data la forma di bambolina.
Secondo la fantasia del pasticciere la bambolina viene decorata con pinoli, finocchietti o canditi per ricreare le fattezze di un viso e degli abiti. A questo punto adagiare gli impasti realizzati su carta da forno e cuocere a 180 gradi per circa 20 minuti controllando la cottura con uno stecchino.
Domenica 23 DICEMBRE 2018 dalle ore 16
nel salone della SOMS di Sussisa
Nell’aria dell’aria di Natale
Gli agitatori Culturali Irrequieti presentano l’ottava edizione di Magico Dolce Natale.
Quest’anno torna il pandolce con una ricetta particolarmente irrequieta.
Una squisitezza da riproporre.
Un pomeriggio in compagnia di bambini, genitori e amici all'insegna della condivisione; una lieta occasione per scambiarci gli auguri di Natale.
Si ringrazia il Comune di Sori, la Soms di Sussisa, la ProLoco di Sori, il Comitato Festeggiamenti di San Matteo di Sussisa, Latte Tigullio e la Trattoria Edo Bar.
Ingredienti fondamentali per qualsiasi ricetta sono l’amore e la gioia del fare. Ed ecco gli altri ingredienti…
(con queste dosi si possono realizzati 70 pandolcini)
Amalgamare la farina, lo zucchero, il burro (precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente), i tuorli d’uovo, il fior d’arancio ed eventualmente un goccio di latte. Infarinare i canditi, l'uvetta e i pinoli ed aggiungerli al composto. Impastare energicamente fino ad ottenere una buona consistenza. A questo punto allargare l'impasto e versare il lievito. Continuare ad impastare energicamente fino al completo assorbimento del lievito. Preparare dei pirottini infarinati. Dividere l'impasto e sistemare le palline che avremo ottenuto nei pirottini che andranno infornati a 180 gradi per circa 30 minuti, controllando la cottura con uno stecchino.
Sabato 23 DICEMBRE 2017 dalle ore 16
nel salone della SOMS di Sussisa
Nell’aria dell’aria di Natale
Gli agitatori Culturali Irrequieti presentano la settima edizione di Magico Dolce Natale.
Quest'anno è di scena la focaccia con la salvia tipica ricetta ligure che ha allietato tante merende di bimbi prima dell'avvento delle merendine confezionate.
Una squisitezza da riproporre.
Un pomeriggio in compagnia di bambini, genitori e amici all'insegna della condivisione; una lieta occasione per scambiarci gli auguri di Natale.
Si ringrazia il Comune di Sori, la Soms di Sussisa, la ProLoco di Sori, il Comitato Festeggiamenti di San Matteo di Sussisa e il CIV di Sori.
Gli ingredienti:
Venerdì 23 DICEMBRE 2016 dalle ore 16
nel salone della SOMS di Sussisa
Nell’aria dell’aria di Natale
Gli agitatori Culturali Irrequieti presentano la sesta edizione di Magico Dolce Natale.
La ricetta che le nostre maghe-cuoche insegneranno quest'anno ai bambini e non, è quella della focaccia dolce di farina di castagne ribatezzata Pan dei Brughi.
Gli agitatori sensibili al recupero delle tradizioni, consegneranno la ricetta in modo che i genitori possano tornare a preparare per i loro figli un cibo sano e non preconfezionato.
Un pomeriggio in compagnia di bambini, genitori e amici all'insegna della condivisione.
Si ringrazia il Comune di Sori, la Soms di Sussisa, la ProLoco di Sori, il Comitato Festeggiamenti di San Matteo di Sussisa e il CIV di Sori.
Le fiabe hanno un collegamento molto forte con la farina di castagne. In campagna alla fine di una dura giornata di lavoro, gli agricoltori si incontravano per condividere, le loro impressioni, se c’erano problemi riguardanti la semina, il raccolto è tutte le altre notizie che avevano acquisito durante la fatica giornaliera. Uno dei punti di riferimento della comunità rurale era la stalla, seduti comodamente sul fieno a su panchetti potevano godere del meritato riposo in un ambiente riscaldato dalla presenza delle mucche. Anche chi non possedeva le mucche aveva comunque un importantissimo punto di incontro. L’ essiccatoio. L’essicatoio era un ambiente ampio con panche e sedie, nella parte centrale veniva acceso il fuoco e in alto era posta una grata su cui venivano disposti i prodotti da essiccare. Le castagne per l’appunto. Le castagne sono state da sempre una grossa risorsa per la cultura contadina, erano definite il pane dei poveri, venivano servite in tavola in svariati modi, accompagnate dalla buona tazza di latte, e dalla loro macinatura si otteneva una nutriente farina con la quale produrre pane e pasta. Nelle fredde sere d’inverno, l’utile si univa al dilettevole, si teneva così sotto controllo il fuoco che svolgesse a dovere il suo lavoro di essiccatore e ci si riscaldava. Quando il corpo trova la giusta situazione di benessere la mente è in grado di spaziare e in questi ambienti si cominciò a raccontare storie, dapprima si riportavano accadimenti di lavoro, pettegolezzi ascoltati nella valle e, piano piano si fece largo la fantasia e si narrarono storie inventate, pensate sopratutto per incantare i bambini e farli addormentare. I racconti il più delle volte parlavano di fantasmi, di luoghi animati dove “ci si vede ci si sente”, case nel bosco vicino alle quali era sconsigliato passare soprattutto all’imbrunire, ma se non se ne poteva fare a meno, bisognava correre a gambe levate e non girarsi mai a guardare indietro. Il ritorno a casa per i più piccoli e non solo era un tragitto, in cui non perdevano d’occhio ciò che li circondava in quei sentieri bui e una volta a casa crollavano esausti per la troppa tensione, nei loro lettini. La focaccia di farina di castagne ha in se tutti quegli elementi che erano parte della cucina rurale. Chi possedeva delle piccole vigne ritagliate sull’aspro territorio ligure, metteva da parte un quantitativo di grappoli da dedicarsi alla farcitura dei dolci. I grappoli venivano appesi in stanze buie e ben arieggiate per far essiccare gli acini che diventavano la gustosissima uvetta. I maestosi alberi di noce da parte loro fornivano un altro frutto importante nella dieta contadina, non avevano bisogno di molta manutenzione ed erano molto produttivi. Il burro veniva prodotto in casa, chi non aveva la zangola utilizzava una bottiglia o un fiasco di vetro, ed a poco a poco l’agitarvi la crema del latte, quella parte grassa che si addensa in superficie quando il latte è messo a riposo in un contenitore, produceva una fuoriuscita di grumi che venivano impastati a forma di panetto. Per le uova bastava un’incursione nel pollaio e le attente ovaiuole mettevano a disposizione il meglio della loro produzione. Gli ingredienti erano tutti lì a portata di mano,occorreva soltanto la maestria della cuoca ed ecco che si trasformavano in un dolce delicato e nutriente, fatto su misura per colazioni e merende.
Gli ingredienti:
Mercoledì 23 DICEMBRE 2015 dalle ore 16
nel salone della SOMS di Sussisa
Nell’aria dell’aria di Natale
Gli agitatori Culturali Irrequieti presentano la quinta edizione di Magico Dolce Natale.
La ricetta che le nostre maghe-cuoche insegneranno quest'anno ai bambini e non, è quella della focaccia dolce genovese.
Una prelibatezza gustata da molti nell’infanzia e di cui si è perso un po’ l’uso. Gli agitatori sensibili al recupero delle tradizioni, consegneranno la ricetta in modo che i genitori possano tornare a preparare per i loro figli un cibo sano e non preconfezionato.
Un pomeriggio in compagnia di bambini, genitori e amici all'insegna della condivisione.
Si ringrazia il Comune di Sori, la Soms di Sussisa, la ProLoco di Sori, il Comitato Festeggiamenti di San Matteo di Sussisa e gli sponsor Latte Tigullio e Panificio Tossini.
C’era una volta in un regno non molto distante da qui, una principessa bellissima ma molto triste. Non era mai contenta di nulla, tutto ciò che la circondava l’annoiava a morte, vagava per quelli che un tempo erano stati gli splendidi giardini del palazzo e che ora lei con la sua tristezza aveva resi aridi, privi di profumi. Anche gli uccellini che un tempo facevano il nido su quegli alberi secolari, se n’erano andati in cerca di altri posti, dove non aleggiasse la cupezza. La principessa Eliodora si nutriva di ben poca cosa, poche gocce di latte e qualche lacrima di miele che la regina delle api del regno faceva preparare per lei dalle sue ancelle, ma questo non bastava a rendere florida e colorita la principessa che aveva sempre un pallore lunare.
Un giorno, la cuoca che si occupava di organizzare la cucina e servire prelibatezze a tutta la corte, decise che avrebbe trovato il modo di far rinascere e rifiorire quella fanciulla. Le cuoche di corte erano molto importanti, dal loro operato dipendeva la salute ed il benessere di tutti i commensali. Antillia, era questo il suo nome pur essendo un’ottima cuoca apprezzata da tutti, si sentiva sconfitta ed un po’ abbattuta, non era riuscita nonostante gli sforzi a dare alla principessa un cibo che la rendesse felice. Affaccendata nella sua cucina a dare ordini perché i banchetti fossero sempre di ottima qualità, fu improvvisamente folgorata da un’idea: avrebbe chiesto aiuto al suo amico Tadir, grande conoscitore del mondo, navigatore sempre attento a tutto ciò che lo circonda. Lo fece convocare a corte e gli chiese di partire per uno dei suoi viaggi in Oriente e tornare solo quando avesse trovato qualche cosa di veramente magico, per risollevare le sorti della principessa.
Tadir partì, con la sua nave sfiorò le coste del Mediterraneo ed ovunque chiedeva ai saggi un aiuto per assolvere al suo compito. Ma ahimè, nessuno possedeva la ricetta per combattere la tristezza della principessa Eliodora.
Un giorno di buon mattino approdò su una meravigliosa isola, verdeggiante, scintillante e ricca di magnifici profumi. Appena mise piede a terra ebbe la sensazione che lì forse avrebbe trovato ciò che cercava. Seguendo il corso di un ruscello, si trovò di fronte all’alto muro di un odoroso giardino. Lo spettacolo che si parò davanti ai suoi occhi fu qualche cosa di veramente unico. Una distesa di alberi ricoperti di pietre preziose, grossi verdi smeraldi ricoprivano i rami e si intersecavano con i rami di altri alberi da cui pendevano granati di una bellezza abbagliante. Tadir ebbe un tuffo al cuore, riempì le sue piccole sacche con quei gioielli e tornò alla sua nave.
Arrivato nel reame di Tedeide, non si fece annunciare a corte ma passò direttamente dalle cucine per presentare le pietre preziose a Antillia. Antillia, appena vide gli smeraldi e i granati che Tadir aveva rovesciato sulla madia della cucina, capì che si trattava di cosa veramente preziosa, erano questi i giusti ingredienti per cucinare alla principessa la ricetta che l’avrebbe resa felice.
I gioielli che Tadir le aveva consegnato altro non erano che lo zibibbo ed il cedro candito, frutti che arrivavano dall’Oriente. La cuoca chiamò a raccolta le sue aiutanti, fece portare farina, zucchero, burro, fiori d’arancio e creò un impasto, dal profumo delizioso. Fece portare la legna per il forno, stese l’impasto nella teglia, spolverizzò la superficie con tanti piccoli cristalli di zucchero. Dalla cucina si sprigionò un profumo che in breve raggiunse tutte le ali del castello, fino ad arrivare alle stanze dove la principessa
sedeva sconsolata ad una finestra, a guardare il suo triste regno. Il profumo si sa scatena la magia del ricordo, la principessa fu catapultata di colpo in un tempo felice della sua infanzia, quando la sua governante l’accoglieva ogni mattina con la colazione che aveva quello stesso profumo. La principessa Eliodora, si precipitò giù dalle scale tra lo stupore dei cortigiani e le facce attonite dei paggi, raggiunse la cucina e pretese subito un pezzo di quel dolce, mangiò con avidità e piacere, leccandosi le dita intrise di zucchero, gesto a dire il vero molto poco principesco ma che le fu perdonato perché tornò a sorridere e con lei tutto il reame. Alla cuoca Antillia ed al capitano Tadir fu regalato un maniero con la promessa che lui sarebbe tornato in Oriente ogni volta che cedro e zibibbo fossero finiti e lei non avrebbe mai dovuto smettere di cucinare il magico dolce.
patrizia litolatta biaghetti
Gli ingredienti:
Martedì 23 DICEMBRE 2014 dalle ore 16
nel salone della SOMS di Sussisa
Alla riscoperta di una antica tradizione ormai dimenticata: La Cònba di Natale.
Nei giorni che precedevano il Natale era tradizione preparare in casa il pandolce, una parte dell’impasto veniva dedicato per confezionare un dolcetto fatto esclusivamente per i bambini.
Questo aveva la forma di una bambolina e con pinoli e finocchietti si ricreavano le fattezze del viso e l’abito. A differenza del pandolce che si consumava il giorno di Natale la Cònba doveva essere rigorosamente conservata fino al giorno dell’Epifania quando finalmente i bambini avrebbero potuto gustarla.
Un pomeriggio in compagnia di bambini, genitori e amici all'insegna della condivisione.
Si ringrazia il Comune di Sori, la Soms di Sussisa, la ProLoco di Sori, il Comitato Festeggiamenti di San Matteo di Sussisa e gli sponsor Latte Tigullio e Panificio Tossini.
A nominarla produce sul viso di chi ascolta un'espressione interrogativa, poi si incuriosiscono al racconto e in molti di loro riaffiora un ricordo d'infanzia, le gelide stanze di vecchie case nel Natale di molti anni fa, il runfò e quell'odore di buono che aleggiava nell'aria, quello della preparazione del pandolce.
Ormai sono rimasti in pochi a ricordare la Conba, questa bambolina caduta in disuso come tante tradizioni, chi da piccolo la conosceva per averla impastata e cotta in attesa del sei gennaio, giorno dell'Epifania per poterla gustare, ha smesso di tramandarla a figli e nipoti, non si sa per quale motivo. Poi raccontando l'evento che volevamo realizzare ad un' amica ho scoperto che la madre, una signora di novantuno anni, non solo la ricordava ma era anche in grado di farla e raccontarla ai bambini.
Così come ogni anno da quattro anni a questa parte, il ventitré di dicembre giorno "nell'aria dell'aria di Natale "(ma questa è un'altra storia) tutti riuniti nel salone della Società di Mutuo Soccorso, abbiamo dato inizio alla lezione di Cònba. Farina, uova, canditi, andavano mescolandosi tra le sapienti mani della signora Pierina e subito gli aiutanti si sono precipitati a suddividere le fatiche e la gioia della creazione. Bamboline dalle più svariate forme ed espressioni nascevano dall'impegno di piccoli scultori fantasiosi e prendevano posto sull'ampio tegame pronte a diventare il Magico Dolce di Natale.
Gli ingredienti e la lavorazione dell’impasto sono gli stessi che occorrono per la preparazione del pandolce genovese (vedi la nostra ricetta).
Ad una piccola porzione di impasto viene data la forma di bambolina.
Secondo la fantasia del pasticciere la bambolina viene decorata con pinoli, finocchietti o canditi per ricreare le fattezze di un viso e degli abiti. A questo punto adagiare gli impasti realizzati su carta da forno e cuocere a 180 gradi per circa 20 minuti controllando la cottura con uno stecchino.
Si è svolta ieri alla SOMS di Sussisa la quarta edizione del Magico Dolce Natale dove 40 bambini di Sori e dintorni si sono dati appuntamento per apprendere, impastare, divertirsi e confezionare un dolce natalizio dell’antica tradizione sorese: la “Cònba de Natale”.
Maestra cuoca la signora Pierina Castagnola di Capreno – 91 anni ottimamente portati, che assistita dal’eccezionale presenza del pasticcere signor Reverberi e della nostra cuoca maga Norina Porcile, ha spiegato agli attenti Allievi come tale dolce veniva confezionato con la stessa pasta del pandolce natalizio. Si cominciava ad impastare con i vari ingredienti tre giorni prima della immissione al forno - provvedendo a ben tre lievitazioni - e il dolce non andava mangiato a Natale, ma conservato fino al 6 Gennaio quando arrivavano i Tre Re Magi, che allora in paese chiamavano Pasquetta, da non confondersi con l’attuale significato di tale parola.
Il dolce era riservato soprattutto ai bambini e per tale motivo all’impasto veniva data la forma di una bambolina o di un pupazzetto, e con l’uvetta e i finocchietti si creavano le fattezze del viso.
Come già nelle precedenti edizioni – riservate al pandolce genovese, ai canestrelli, alle trofie e alla focaccia – è stato uno spettacolo straordinario vedere l’impegno di questi piccoli pasticcieri attorniati dalle mamme e dalla amorevole guida della signora Pierina. Anche il “Borgomastro” di Sori Paolo Pezzana si è tirato sù le maniche ed ha preso parte nel gioioso cimento.
Mentre le “bamboline” ed i “pupazzetti” cuocevano nel forno sotto la vigile attenzione di Sergio Armani, il camoglino Cantastorie Franco Picetti intratteneva con le sue divertenti filastrocche musicali i piccoli protagonisti della serata che lo ricambiavano con cori ed applausi.
Alla fine ognuno ha ritirato il proprio “manufatto” con tanto di attestato di partecipazione che consisteva nella storia della Cònba, e con l’arrivederci alla prossima edizione 2015.
La giornata del Magico Dolce Natale è stata organizzata dagli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi di Sussisa con la collaborazione del Comune di Sori, della Pro Loco Sori, della SOMS Sussisa e del Comitato Festeggiamenti San Matteo di Sussisa. Sponsors: Latte Tigullio e Panificio Tossini.
Secondo la consuetudine e nel quadro dell’armonia collaborativa tra le due Istituzioni, nella serata della vigilia di Natale il Corpo Musicale di Sussisa offrirà alla SOMS Sussisa una cena a base di polenta e cavoli, e polenta con gorgonzola o stracchino. Alle ore 22 ci sarà la Santa Messa di Mezzanotte e susseguente raduno nella sede SOMS con piccolo concerto della Banda e degustazione di cioccolato caldo e vin brulè.
di Rudi Decleva - Sussisa, 24 dicembre 2014
SABATO 21 DICEMBRE 2013 dalle ore 16
Con la collaborazione della SOMS di Sussisa, un pomeriggio per stare insieme, impastando, cucinando, cuocendo …e mangiando!
Una lezione di cucina come un gioco, per coinvolgere grandi e piccoli nella preparazione di una ricetta tradizionale come quella delle trofie.
Un grazie agli sponsor: ProLoco di Sori - Pastificio Novella - Latte Tigullio - Panificio Tossini e Il Signor Gottu.
Il nome di questa pasta ha origini quantomeno incerte. Alcuni pensano possa derivare dal dialetto genovese “strufuggiâ”, che significa strofinare, un verbo che indica il movimento necessario per dare la classica forma arricciata della pasta. Altri pensano invece che il nome di “trofie” possa derivare da termini greci come “trophe” che hanno il significato di nutrimento o di torcere. Le trofie sono celebrate in tutta la Liguria, nel vicino Piemonte e conosciute nell’Italia intera. Dal 1985 si ripete a Sori una sagra dedicata a questa pasta e al suo condimento più conosciuto.
Ecco gli ingredienti…
Impastare la farina, il sale e l’acqua tiepida, che deve essere aggiunta un poco per volta.
Si impasta il tutto fino ad ottenere un impasto compatto e liscio.
A questo punto sarebbe bene coprire l’impasto e lasciarlo riposare 10 minuti circa.
Passato questo tempo dovremo staccare dei piccoli pezzi e strofinarli fra i palmi delle mani formando delle piccole strisce con la tipica forma.
Sabato pomeriggio 21 Dicembre ha avuto luogo nei locali della SOMS Sussisa l’appuntamento con i bambini per appassionarli nel gioco creativo di preparazione di dolci e alimenti.
L’organizzazione è stata curata dagli Agitatori Culturali Irrequieti “Gian dei Brughi” di Sussisa con il supporto della SOMS e della Pro Loco Sori e di alcune aziende alimentari di Sori e Recco.
Si era cominciato nel 2011 con il panettone genovese, per passare poi ai canestrelli e alla focaccia col formaggio, e quest’anno addirittura alla confezione delle trofie secondo la ricetta originale del Comprensorio di Sori con farina bianca doppio zero di grano tenero.
In cattedra Norina Porcile coadiuvata da Maestre di provata eminenza: Gianna Fasce di Sori, Olga Picasso, Lina Verdina e Rita Olcese di Sussisa, Angela Benvenuto di Canepa e Viviana di Teriasca.
Sembra facile la confezione delle trofie per le quali bastano farina, sale e acqua bollente, ma bisogna stare attenti a non scottarsi le mani con l’acqua bollente, necessaria per togliere il nervo alla farina perchè in caso contrario la pasta viene dura e diventa impossibile dare alla trofia la sua classica forma a ricciolo.
E poi la lavorazione della pasta e la preparazione della madia, che è il tavolo di lavoro dove la pasta viene trasformata da mani esperte in trofie, che non deve essere lucida, ma ruvida.
Anche i genitori si sono cimentati nel gioco a chi faceva meglio le trofie usando il palmo della mano per schiacciare e allungare la minuscola dose di pasta in un’andata e ritorno sino ad usare il solo dito mignolo per la perfezione finale della forma. E allora contenute grida di gioia univano mamme e bambini man mano che i progressi si trasformavano in trofie.
E la manifesta fatica degli intervenuti è stata premiata dalla degustazione delle saporite trofie da loro stessi confezionate e condite con il pesto.
In finale, l’attore Giorgio De Virgiliis ha intrattenuto i bambini con la favola di sua creazione “La favola dei cassetti” nella quale un ideale falegname alberga nei bambini sin dal primo giorno di nascita e gli costruisce, man mano che procede la crescita, cassetti a milioni e di tutte le misure. Una favola moderna adatta all’intelligenza dei bambini di oggidì, che ha suscitato acute domande e osservazioni del giovanissimo scolaro della II A della scuola elementare di Sori “Franco Solimano” Filippo Porcile di Capreno.
di Rudi Decleva - Sussisa, 21 Dicembre 2013
Vista la bella riuscita della manifestazione dello scorso anno torna IL MAGICO DOLCE
DOMENICA 23 DICEMBRE 2012 dalle ore 15
Con il contributo del Comitato Festeggiamenti San Matteo e la collaborazione della SOMS di Sussisa, un pomeriggio per stare insieme, impastando, cucinando, cuocendo…
Un grazie agli sponsor ProLoco di Sori - Latte Tigullio - Panificio Tossini
Un’altra lezione di cucina come un gioco, per coinvolgere grandi e piccoli nella preparazione di una ricetta tradizionale come quella dei canestrelli. Cuoche-maghe saranno ancora le signore di Sussisa, quest’anno affiancate dai Maghi-chef che in contemporanea prepaperanno la tipica focaccia col formaggio da gustare tutti insieme in una gioiosa merenda prenatalizia.
Nella giornata saranno presenti mamme del comitato UNAMANOPERLASCUOLA che raccoglieranno donazioni a favore della ricostruzione della scuola di Sori recentemente devastata da un incendio.
L’etimologia del nome è incerta. Alcuni fanno derivare il nome dal termine canestro, cioè un cesto di paglia o vimini dove si ponevano a freddare dopo la cottura e dove si tenevano per offrirli. Altri ritengono che sia da mettere in relazione con il disegno dello stampo a pinza in cui venivano cotti: in lingua piemontese canesterlè, significa ingraticolare con canne.
I canestrelli sono dolci popolari, le cui origini sono antichissime. Nel Canavese e nella Valle di Susa venivano preparati sin dal Medioevo con il nome di nebule.
Se il nostro pensiero va alla grama esistenza che da queste parti si trascinava nel secolipassati si può capire meglio il valore e l’evoluzione del canestrello. Consideriamo che solo mezzo secolo fa sull’albero di Natale si appendeva al massimo qualche arancio o mandarino e quindi possiamo intuire la cura, l’attenzione e la parsimonia con cui le nostre nonne mescolavano i preziosi ingredienti.
A tutto questo aggiungiamo il fatto che qualche secolo fa in queste zone i cereali più coltivati erano segale, veccia, scandella, la presenza del frumento e quindi di farina bianca era ben rara. Abbiamo ancora notizia del canestrelletto giallo o di farina di melica.
Con questa premessa si può certo considerare molto antica la presenza di questo dolce nei nostri monti. Si rileva traccia di rotelle o “ruette” come nei paesi fliscani si definiscono i canestrelli persino nella monetazione della Repubblica Genovese del Sec. XIII quale simbolo di abbondanza. Fu quindi possibile coniare dopo tanti secoli bui, primi nell’Italia di quei tempi, una moneta d’oro, il Genovino, che fatto curioso, porta impressa l’immagine di ben sette canestrelli a sei punte, simbolo di abbondanza.
Prima traccia documentale certa del canestrello risale al 1576 quando un mulattiere viene accoltellato e derubato della merce che trasportava sulla “via pubblica” della Trebbia “in mira del Casone dei Donderi” nella lista appare anche “un cavagno di damasche e canestrelli”. Sappiamo ancora che a fine Settecento gli iscritti alla Confraternita di S.Vincenzo di Torriglia pagavano ogni anno “una mutta” (sorta di moneta piemontese) e ricevevano un canestrello.
Ecco gli ingredienti…
Tagliare il burro a pezzetti in una ciotola. Setacciare nella stessa ciotola la farina, la fecola, il sale, lo zucchero a velo e la vanillina.
Aggiungere la buccia grattugiata dell'arancia.
Cominciate ad impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto di briciole. Con un colino a maglie fitte, setacciare i tuorli sodi e unirli al composto. Impastare fino ad ottenere una frolla morbida. Lasciar riposare il panetto.
Stendere la pasta a 1cm e con un tagliabiscotti a forma di fiore, formate i biscotti. Adagiateli su un foglio di carta forno e cuocere in forno già caldo a 170° per 20 minuti.
Lasciarli freddare bene e spolverarli abbondandemente di zucchero a velo.
Dopo il successo dello scorso anno quando una trentina di bambini si sono improvvisati impastatori e cuochi cuocendo da sé stessi il pandolce genovese, gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi di Sussisa - in collaborazione con la locale Soms, nonché con la Pro Loco Sori e le sponsorizzazioni di “Latte Tigullio” e “Panificio Tossini” – ha bissato quest’anno il successo puntando sui canestrelli e sulla focaccia di Sussisa col formaggio.
Oltre 40 bambini sono intervenuti Domenica 23 Dicembre portando una vampata di allegria nel capiente Salone di rappresentanza della SOMS e coordinati nei lavori di preparazione dei canestrelli da Anna Olcese, Norina Porcile, Patrizia Biaghetti e Annalisa Roggieri, mentre Sergio e Paolo Porcile si sono preoccupati della preparazione della focaccia e del funzionamento del forno messo a disposizione dal Comitato Festeggiamenti San Matteo. I bambini che avevano partecipato alla edizione 2011 facevano da “maestri” ai nuovi arrivati tra cui molto festeggiate le 4 sorelline Saguato, giunte addirittura da Lipsia, dove il papà lavora in una multinazionale, mentre le soresi Nicole e Nila erano abbigliate in maniera quasi professionale come vere piccole cuoche. Nila addirittura aveva sul grembiule la scritta in francese “Je fais les gateaux comme maman”. Naturalmente i genitori e i curiosi, che assistevano alla rumorosa confusione di quei piccoli ospiti, hanno goduto anch’essi della straordinaria performance degustando i prelibati risultati dei cuochi e cuoche in erba.
Il programma ideato dal gruppo “Gian dei Brughi” prevedeva in chiusura che “Cecco” - l’asino di Sussisa - avrebbe dovuto essere introdotto nel Salone dei lavori per fare una piacevole sorpresa ai bambini senonchè lui si è rifiutato di uscire dalla sua stalla e la sorpresa è andata a buca.
“Se Maometto non va’ alla montagna, è la montagna che va’ da Maometto” dice il proverbio .E così sono stati i bambini che sono andati in località Camporotondo a trovare “Cecco”.
Giuliano Porcile, il suo proprietario, ha così spiegato il fatto ai bambini: “Vedete bambini, l’asino ha le orecchie lunghe, ma non è un asino: lui fa’ quello che gli va’ di fare. Il cavallo, che è considerato intelligente, invece obbedisce agli ordini che riceve”.
Saggezza contadina di Sussisa che fa’ ancora scuola.
Era presente nel Salone un banchetto dell’Associazione “UNAMANOPERLASCUOLA”, recentemente costituito a Sori per la raccolta di fondi, che consegnava ai donatori in omaggio un modellino di aquilone preparato dagli scolari della scuola danneggiata dal fuoco lo scorso 24 Novembre.
Gli stessi vi avevano scritto dei pensierini che meritano di essere riportati:
“La scuola brucia; non le speranze”.
“Noi ci crediamo e guardiamo avanti”.
”Il fuoco ci sconfigge, ma la speranza ci rinforza”.
“I nostri cuori volano piu’ in alto del fuoco”.
di Rudi Decleva - Sussisa, 23 Dicembre 2012
È stata la prima iniziativa degli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi.
VENERDÌ 23 DICEMBRE 2011 dalle ore 15
In collaborazione con la SOMS di Sussisa e il contributo del Comitato Festeggiamenti San Matteo, un pomeriggio per stare insieme, giocare, imparare e brindare…
Un grazie agli sponsor SOMS "Tra gli amici" San Bartolomeo - Pastificio Novella - Panificio Tossini
Una lezione di cucina come un gioco, per coinvolgere i più piccoli nella magia della preparazione del tradizionale dolce natalizio genovese. Far loro assaporare la gioia di produrre con le loro mani, questo dolce che ormai come molti altri alimenti non viene più preparato ma acquistato confezionato, ridar loro il divertimento della manipolazione, la trepidazione nell’attesa della lievitazione, della cottura, i profumi che si propagano e sono un viatico per l’anima, il gioco dei colori cristallini della frutta candita. Gli adulti che assisteranno all’evento potranno ritrovare un poco della loro infanzia. Le cuoche-maghe saranno le signore di Sussisa, che non hanno mai abbandonato la tradizione del confezionarlo e potranno tramandare ai più piccoli i trucchi e i segreti di questo dolce evocativo. A fine cottura, si festeggerà mangiando il pandolce ed ascoltando un racconto sul Natale di un tempo. Questa vuole essere l’occasione per riunire i bambini e gli anziani, perché si ristabilisca il rapporto tra generazioni distanti, una fase importantissima per una sensibilizzazione di crescita sociale.
I primi ingredienti fondamentali per qualsiasi ricetta sono l’amore e la gioia del fare.
Con questi ingredienti si crea una tale magia che anche i neofiti riescono ad ottenere risultati strabilianti.
Il nostro Magico dolce di Natale è stato un successo perché questa magia si è realizzata. Tante mani calde e ansiose di contribuire a questo pandolce hanno fatto si che il risultato sia stato apprezzato anche da chi ha lunga esperienza e tradizione nel manufatto.
Ed ecco gli altri ingredienti…
(con queste dosi sono stati realizzati 70 pandolcini)
Amalgamare la farina, lo zucchero, il burro (precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente), i tuorli d’uovo, il fior d’arancio ed eventualmente un goccio di latte. Infarinare i canditi, l'uvetta e i pinoli ed aggiungerli al composto. Impastare energicamente fino ad ottenere una buona consistenza. A questo punto allargare l'impasto e versare il lievito. Continuare ad impastare energicamente fino al completo assorbimento del lievito. Preparare dei pirottini infarinati. Dividere l'impasto e sistemare le palline che avremo ottenuto nei pirottini che andranno infornati a 180 gradi per circa 30 minuti, controllando la cottura con uno stecchino.
Nel giorno di antivigilia natalizia, la Società di Mutuo Soccorso di Sussisa e l’Associazione “Agitatori Culturali Irrequieti”, di recente costituzione nella stessa Frazione sorese, e con la collaborazione del locale Comitato Festeggiamenti “San Matteo”, hanno organizzato un gioioso pomeriggio di svago culturale che ha visto una trentina di bambini e bambine stare attenti alle origini “storiche” del nostro pandolce illustrate da Patrizia Biaghetti.
Successivamente – sotto la guida della “Maestra” Annalisa Roggieri – hanno assistito alla lavorazione dal vivo degli ingredienti a cura di Anna Olcese Porcile – decana cuoca di Sussisa con i suoi 87 anni – e di Norina Porcile, figlia e fedele allieva nel continuare la conservazione delle antiche ricette nel rispetto dell’ autentica tradizione genovese.
Tutti i bambini a turno hanno quindi partecipato all’impasto e lavorazione del proprio mini pandolce, che – immesso a cuocere nel forno – ha rappresentato un premio veramente originale per il loro volenteroso impegno. Era presente il Sindaco di Sori Luigi Castagnola, che – ricordando le sue origini famigliari, gestori di un forno autentico nei primi anni del ‘900 – ha voluto anch’egli partecipare fuori gara al divertente gioco di questo “Dolce Natale” di Sussisa.
di Rudi Decleva - Sussisa, 23 Dicembre 2011
Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.
Il nostro gruppo si autofinanzia.
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