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Il 7 settembre pianta un albero
gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi ti invitano ad un atto psicomagico

il manifesto dell’evento
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Sabato 7 Settembre 2019
PIANTA UN ALBERO

Questo è un periodo drammatico per la Madre Terra e di conseguenza per noi.
Amazzonia e Siberia si stanno consumando in cenere, in nome del profitto, degli interessi biechi e dell’incapacità dell’uomo di capire quali siano i valori, il valore è troppo spesso confuso con il prezzo.

Riduciamo in macerie fumanti il nostro habitat, l’uomo che annienta se stesso; diceva Einstein:
nessun topo costruirebbe una trappola per topi
l’uomo sì, costruisce trappole per i suoi simili!

Alberi secolari hanno finito la loro esistenza e la loro funzione grazie alla stupidità umana.
Alejandro Jodorwsky poeta surrealista regista e psicomago ha lanciato la sua proposta per affrontare questo dramma, il sette di settembre piantare un albero per compiere un atto psicomagico, creare una positività per contrastare ciò che di negativo sta accadendo, la forza dell’energia positiva è grande.

Noi Agitatori Culturali Irrequieti faremo l’atto psigomagico, ci incontreremo e pianteremo un albero.
Fatelo anche voi come segno che possiamo ancora salvarci.

Atto psicomagico

Gli agitatori piantano gli alberi

Sette alberi il sette di settembre per contrastare l’avanzamento della catastrofe che sta colpendo il mondo a causa dell’ignoranza e del profitto. Sette alberi, e sette Agitatori intenti all’atto psicomagico lanciato dal grande Alejandro.
Dopo una notte di pioggia, una giornata di cielo azzurro sole e qualche soffice nuvola, per consentire di realizzare la psicomagia.
Sette alberi da frutto, che daranno respiro alla terra, ma la vera psicomagia è stata quella di passare un pomeriggio di condivisione e amicizia.
Dopo aver dissodata la terra, messi a dimora gli alberi, averli innaffiati, come consuetudine degli Agitatori il momento della lettura, un brano di Guido Ceronetti dedicato agli alberi.
Poi in giardino a casa Kublai a fare musica.

Suggerimenti

Che brucino o spariscano alberi preoccupa poca gente.
Ma dove c’è un albero che brucia o viene abbattuto per qualche profitto, o uso non strettamente necessario, o anche per far posto semplicemente a insediamenti umani in eccesso, a industrie o autostrade, oscure radici buttano fuori e cresce e ramifica in fretta un albero di morte.
Se anche non ci fossero altre cause basterebbe l’enorme perdita di alberi, la distruzione sistematica delle foreste, la proliferazione cancerosa degli spazi urbanizzati dove l’albero rantola semiasfissiato dai gas, a provocare l’irrefrenabile aumento della violenza sulla terra.

L’albero che separa uomo da uomo separa anche i loro coltelli alzati, inceppa il tamburo delle loro pistole.

Guido Ceronetti - Insetti senza frontiere

Rassegna stampa

Le foto

foto ilpigiamadelgatto ©


Chi siamo


Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.

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Agitatori Culturali Irrequieti
Gian dei Brughi

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