Cari amici degli Agitatori,
il settantaseiesimo anniversario della Liberazione cade ancora in “tempo di peste”; tempo che obbliga tutti noi a confrontarci con un periodo straordinario, tempo di crisi appunto, cambiamento, trasformazione.
Chi 76 anni fa ha dato la propria vita per la nostra libertà lo ha fatto perché credeva e desiderava una comunità libera da imposizioni, una mutua convivenza, la giustizia e il rispetto della persona: valori che il nazi-fascismo aveva calpestato.
Questi valori sono stati minacciati e la pandemia ha tracciato profondi solchi nella comunità.
Alcune categorie sono state duramente colpite dalla crisi e da restrizioni che in alcuni casi si sono rilevate insensate; in particolare la cultura e i suoi spazi, teatri, sale da concerto, cinema.
Per riuscire a gestire questo momento di trasformazione occorre uno sforzo per rinsaldare quella comunità che il distanziamento fisico sta sfaldando. Non ci possiamo abbracciare ma, proprio per questo, dobbiamo trovare un modo per sentirci ancora uniti.
Noi Agitatori cerchiamo di farlo attraverso le nostre iniziative, e anche quest’anno abbiamo scelto di rileggere pagine e testimonianze di quella lotta per la Liberazione per non dimenticare, con un particolare ricordo a Lidia Menapace che proprio lo scorso terribile anno ci ha lasciato.
Conoscemmo Lidia Menapace nel 2013, alla manifestazione “Se 89 vi sembran pochi” organizzata anche se in ritardo di un mese, per festeggiare il suo ottantanovesimo compleanno.
Una donna piena di energia, ironia, umorismo, una donna a cui gli anni avevano trasmesso ancor più vigore, una donna che a tutte le età senti coetanea.
Lidia è resistente, il suo impegno parte con la Resistenza sul campo, pedalando sulla sua bicicletta, per ripristinare i collegamenti che le operazioni nemiche avevano interrotto.
Raggiunge baite e cascine, consegnando messaggi scritti o imparati a memoria, medicazioni per i feriti, e anche plastico, si perché Lidia è una pacifista, non porta armi che uccidono, ma l'esplosivo che facendo saltare i ponti, interrompendo la ferrovia può evitare l’arrivo di truppe, può salvare la vita a tanti civili.
A guerra finita Lidia pacifista e femminista militante ha continuato a combattere per i diritti delle donne, contro un’ipocrisia che non ha smesso di perpetrarsi a discapito del genere femminile. Quest’ipocrisia ha prodotto poi censura, ne è l’esempio la manifestazione di Milano dopo la Liberazione, dove non si permise alle donne di prendervi parte, adducendo la frase “il popolo non avrebbe capito”.
Ed a Lidia che ci ha lasciato a dicembre 2020 all’età di 96 anni che vogliamo dedicare i nostri pensieri e le nostre letture di questo 25 Aprile.
Buon 25 aprile
Patrizia Biaghetti legge l’intro dal libro di Lidia Menapace “Io, partigiana. La mia Resistenza” e Augusto Forin canta “Oltre il ponte” di Calvino Liberovici.
Ascolta le letture
Io, partigiana. La mia Resistenza
Lidia Menapace
I ventitré giorni della città di Alba
Beppe Fenoglio
L’inafferrabile banchiere Alfredo Pizzoni
Antonio Quatela
La Resistenza fu colorata
Lidia Menapace
Spunti tratti da vari documenti
materiale ANPI
Possa il mio sangue servire
Aldo Cazzullo
Dentro il bosco
Mario Rigoni Stern
Per chi suona la campana
Ernest Hemigway
Per i morti della resistenza
Giuseppe Ungaretti
Alle fronde dei salici
Salvatore Quasimodo
Lapide ad ignominia
Piero Calamandrei
War can't be put into a book
Beppe Fenoglio
“Potente” e la guerra partigiana
Mauro de Lillo
Il partigiano Johnny (dal cap.XXIV)
Beppe Fenoglio
I piccoli maestri
Luigi Meneghello
Dov’ero quel 25 aprile. Storie partigiane
da patriaindipendente.it
L’Agnese va a morire
Renata Viganò
Riflessioni sulla Resistenza
Glauco Piccione
L’Agnese va a morire
Renata Viganò
Il partigiano Johnny
Beppe Fenoglio
Diario partigiano
Ada Gobetti
Il sistema periodico
Primo Levi
Noi partigiani: memoriale della resistenza italiana
Gad Lerner e Laura Gnocchi
Lotta di liberazione nel Golfo Paradiso
Bruno Garaventa
Lotta di liberazione nel Golfo Paradiso
Bruno Garaventa
Prima vennero
Bertold Brecht - Martin Niemöller
Diario di prigionia
Lorenzo Bava
Io, partigiana. La mia Resistenza
Lidia Menapace
Io che conosco il tuo cuore
Adelmo Cervi
Una questione privata
Beppe Fenoglio
Odio gli indifferenti
Antonio Gramsci
Compagni fratelli Cervi
Gianni Rodari
Nottegiorno
Paolo Conte
Tu non sai le colline
Cesare Pavese
L’Agnese va a morire
Renata Viganò
Riflessioni sul 25 aprile
Gian Luca Favetto
Qui puoi ascoltare le letture che abbiamo fatto in occasione del 25 aprile 2020 e 2022
Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.
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