Signore e Signori, Buonasera. Io sono il Prologo.
Correva l’anno 1927.
Parroco di Sussisa era Don GianBattista Brunetti, un Parroco veramente benemerito per Sussisa.
Fu lui che convinse le Famiglie più rappresentative di Sussisa: i Benvenuto, i Capellino, gli Olcese, i Picasso e i Porcile a costituire una Banda musicale. Sori, Recco, Genova; dapertutto c’erano le Bande Musicali. Perché a Sussisa no?
Fu una scommessa che lui la vinse grazie ai paesani - tutti contadini, al lavoro dall’alba al tramonto - che si tassarono per comprare gli strumenti musicali, le divise e per pagare il Maestro.
Il primo Maestro della Banda di Sussisa è stato Giulio Sabatini, che veniva da Genova e saliva la mulattiera per Sussisa da Lago a dorso di mulo e dormiva in una casa qui vicina della Edda Olcese dove veniva ospitato la notte. La camera ancora oggi viene ricordata come “La camera del Maestro”. E il Maestro costava 5 Lire per ogni lezione.
Dopo una dura giornata di lavoro nei campi, dopo cena cominciava la lezione. Il Maestro era molto severo: teneva il libro dei presenti e quando si chiudeva il libro, il libro non si apriva più e quelli che arrivavano in ritardo erano assenti e dovevano pagare la multa. Due lezioni alla settimana.
E venne il grande giorno del debutto.
Sul “Caffaro”, importante giornale dei genovesi dell’ 8 Maggio 1928, era scritto che a Sussisa i 30 Musicanti avevano fatto il loro primo concerto bandistico davanti ad un pubblico di alcune centinaia di persone, e per gratitudine avevano donato un anello al Maestro Sabatini.
Attualmente Presidente del Corpo Musicale è GianFranco Capellino e Maestro Giuseppe Calafati.
E poi il Don ha avuto un’altra splendida idea.
Disse: adesso ci vuole una sede per le prove e per questo faremo anche una SOMS, una società di Mutuo Soccorso che possa assistere i Soci quando si ammalano. Quando muore una bestia che i Soci intervengano per la loro parte e quando arriva qualche funerale … come detto.
E come si deve fare? Don, qui non arrivano strade; c’è solo la mulattiera per Lago.
Disse il Don: Giovannin Olcese di Castagnole - che ha la mula “Mascherina” che la porta 150 litri di latte: lui porterà su’ il cemento e voi altri la sabbia. E anca i bambini che vanno a scuola a Sori, quando ritornano che portino nella cartella un mattone o mezzo chilo di sabbia.
Per il terreno ci penseranno il Davidin del Cuneo e il Davide di Fulle, e per il resto, Dio provvederà.
E tutti erano entusiasti e i bambini i più entusiasti di tutti. Si dicevano fra di loro: “Io di mattoni ne porto due” e l’altro: “Anch’io di cemento ne porto due mezzi chilo”.
Sembrava una pagina del libro “Cuore”.
In quegli anni la Società Motta – quella del Panettone - faceva il Premio Bontà “Notte di Natale”, riservato ai bambini più buoni. Tutti gli scolari d’Italia attendevano quel giorno per conoscere il bambino più buono o il gruppo di bambini più buoni d’Italia.
Oh, se i bambini di Sussisa avessero potuto partecipare, ma quella notizia non scese mai a valle.
Così è nata la SOMS di Sussisanel 1929, grazie al volontariato del paese.
Le provvidenze mutualistiche della SOMS di Sussisa, previste dallo Statuto, erano le seguenti:
a. sussidio per malattia per la durata massima di due mesi, esclusi i primi 10 giorni
b. sussidi alla vedova e agli orfani dei Soci defunti
c. assistenza notturna in caso di malattia grave
d. accompagnamento della salma del Socio defunto con la bandiera sociale
Questa è Sussisa, come la ha cantata la poetessa sorese Annalia De Marini:
“Sempre più in alto,
terra in salita,
aspra per l’uomo,
ma più vicina a Dio.
Uomini e Donne di Sussisa,
in continua tensione
contro la gravità del suolo”.
E come sempre: Resistenza.
di Rudi Decleva - Sussisa, 20 settembre 2014
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