LA TOMBOLA BENEFICA DI SUSSISASOLIDALE
Epifania, tutte le feste porta via. Così dice il detto famoso e così è stato a Sori. Una ricca serie di eventi che hanno contrassegnato e accompagnato le 21 iniziative natalizie che hanno trovato svolgimento nel capoluogo e nelle Frazioni.
Iniziate il 12 Dicembre con il Mercatino di Natale organizzato dalla Scuola Elementare “F.Solimano” si sono concluse nel giorno dell’Epifania a Sussisa con la Tombola benefica intitolata “Sussisasolidale”.
È già da qualche decennio che la locale Società di Mutuo Soccorso promuove tale iniziativa raccogliendo i premi della tombola da Enti e aziende devolvendo poi l’incasso alla Onlus Gigi Ghirotti, benemerita Associazione genovese che assiste gratuitamente i malati terminali.
Agli sponsors soresi e di Sussisa, Capreno e Cornua, quest’anno si sono aggiunte anche aziende di Avegno, Bogliasco e Recco mentre il vivaio floricolo Angelo Castagnola di Teriasca ha provveduto a ingentilire i doni con le sue pregiate composizioni floricole.
Una cinquantina i partecipanti, tra cui molti giovani, ai quali la SOMS ha saputo opportunamente garantire una adeguata organizzazione: alzata dei numeri da parte di Patrizia Biaghetti mentre Augusto Forin li trascriveva sulla lavagna e Laura Picasso svolgeva i controlli. A metà manifestazione stuzzicante distribuzione di focaccette preparate da Olga Picasso e Adelma Olcese, e confezionate da Rosanna Olcese e Edda Olcese.
Abbiamo chiesto alla Vice Presidente della SOMS un commento sui risultati:
“Siamo soddisfatti del risultato, anno dopo anno la manifestazione sta prendendo rilievo, anche grazie a chi ci sostiene, nostro compito è dare sempre maggior risalto, in modo da coinvolgere un più alto numero di partecipanti che ci consentono di raggiungere una finalità molto importante, sostenere l’Associazione Gigi Ghirotti”.
Per la cronaca, l’ultima tombola – cioè il Tombolone, rappresentato da un prezioso Tablet, donato dal Comitato Festeggiamenti di Sussisa – è stata vinta da Erica Capellino. Luciano Benvenuto, Presidente del Comitato, ha detto: “Siamo lieti di aver messo a disposizione il premio più ambito. Qui da noi a Sussisa, il volontariato esiste da quando esiste il paese. Siamo poco più di 100 abitanti e tutti impegnati a sostenerci l’un l’altro per la realizzazione dei nostri programmi. Anche quest’anno avrà luogo la “Sagra dell’Asado”, la “Sagra della focaccia col formaggio” e la “Festa di San Matteo” con la Processione e i fuochi d’artificio e così la tradizione continua”.
di Rudi Decleva - Sussisa, 7 gennaio 2016
Concerto della Banda e la polenta coi cavoli
Nella piccola Frazione di Sori - abbarbicata in collina con l’aria di mare che accarezza ulivi e castagni - il profumo del Natale si avverte non solo grazie alla rinomanza gastronomica delle due trattorie “Rosa” e “Luigin”, ma anche dalla tradizione che col tempo si è venuta consolidando grazie all’impegno dei suoi abitanti e delle sue Istituzioni.
Nell’antivigilia si è svolta la quinta edizione del Magico Dolce Natale a cura degli Agitatori Culturali Irrequieti con la partecipazione di una cinquantina di bambini mentre il giorno della vigilia è stato vissuto con le manifestazioni sia della Banda Musicale di Sussisa che quelle della Società di Mutuo Soccorso.
La Banda Musicale di Sussisa fu fondata nel 1927 e rappresenta un punto di orgoglio per Sussisa e Sori perché è sempre disponibile nel Comprensorio sia per esibizioni pubbliche che religiose. E’ ormai un evento fisso nel cartellone della Pro Loco il Concerto della Banda con brani natalizi attraverso le vie di Sori nella serata della Vigilia.
E dopo l’esibizione sorese, il programma prevede la continuazione a Sussisa. Dapprima una cena a base di polenta, cavolo nero e formaggi che la SOMS organizza per i Musicanti a significare i forti legami che legano i due sodalizi sin dai tempi anteguerra. Norina Porcile è la indiscussa Maestra cuoca di queste prelibatezze di cucina sia nel dolce che nelle altre antiche pietanze soresi. Segue poi il consueto Concerto durante la Messa di Mezzanotte che a Sussisa viene anticipata alle ore 22 per intese intervenute con la Parrocchia di Capreno.
Il Parroco Don Marco Fazio ha sottolineato al fedeli, intervenuti in massa anche da Sori, la particolarità dell’evento di quest’anno: il canto degli angeli “Gloria a Dio e Pace in Terra” - che preannunciava ai pastori la nascita del Redentore - si complementa con il Giubileo straordinario della Misericordia. Don Fazio ha poi benedetto una statuetta del Bambino che è stata esposta al bacio dei fedeli. Al termine della funzione la Banda Musicale ha eseguito pezzi virtuosi di Musica sacra tra cui il dolce “Venite, adoremus Dominum” con intensa efficacia anche grazie all’impiego di una tastiera elettronica che consente suoni acuti, note di organo e un’ampia varietà di suoni, magistralmente governata dalla signora Nicoletta Furnari. In evidenza anche le due giovani “trombe” Alessandro Curotto di Zoagli e Michele Bozzo di Sori.
Il numeroso pubblico si è poi di nuovo spostato nella sede della SOMS dove tra vin broulè e cioccolato caldo ha ascoltato - come da tradizione – nuovamente la Banda di Sussisa che ha eseguito l’atteso Concerto di brani natalizi tra cui “White Christmas” e la tedesca “O Tannebaum”, e dulcis in fundo “Jingle Bell” dove i giovanissimi Musicanti Tiziano Robello (piatti), Giovanni Badaracco (piatti) e Floriano Robello (tamburello) hanno riscosso i maggiori meritati applausi.
di Rudi Decleva - Sussisa, 26 dicembre 2015
Come tutti gli anni, anche quest’anno – nel Centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo Conflitto mondiale e nella ricorrenza della Festa dell’Unità Nazionale – i Soci della SOMS e il Corpo Musicale di Sussisa hanno onorato i Caduti della Frazione sia nella Grande Guerra che nel conflitto mondiale 1940-1945. Relativamente all’Unità Nazionale, che si fa risalire al 1918, va rilevato che questa venne realizzata successivamente nel 1924 quando anche la città di Fiume - grazie all’Impresa di Gabriele D’Annunzio - venne annessa all’Italia. Merita ricordare che già nel 1300 Dante Alighieri aveva preconizzato tale evento descrivendo nella sua Commedia il Quarnero fiumano come il confine che “Italia chiude e i suoi termini bagna”. Poi la successiva e sciagurata seconda Guerra Mondiale modificò il nostro confine orientale vanificando il sacrificio dei nostri 600.000 Morti.
Alla Cerimonia erano pure presenti le Rappresentanze del Gruppo Alpini Pieve Ligure-Sori e dell’ANMI Associazione Nazionale Marinai d’Italia.
Dopo l’Appello dei Soci della SOMS, il Corteo si è mosso partendo dalla sede della SOMS e si è recato direttamente nel piazzale del paese dove è murata la Lapide in marmo con incisi i nomi dei 7 Caduti per la Patria, dato che la Santa Messa di Suffragio non ha potuto essere celebrata per i troppi impegni sacri del giorno di Ognissanti.
Dopo alcune brevi e significative parole del Sindaco di Sori Paolo Pezzana, è stata posata sulla Lapide una corona di alloro mentre la tromba di Paolo Gaviglio eseguiva il Silenzio d’Ordinanza seguito dalle note musicali della Leggenda del Piave.
Per la Guerra Mondiale viene onorato Emilio Olcese, paternità G.B. e maternità Benvenuto Francesca, che era nato in località Castagnole e aveva risposto alla chiamata alle armi insieme ad altri giovani di Sussisa. Ma lui non fece ritorno a casa. Attualmente sono in corso degli studi a cura di Aldo Pezzana per conto del benemerito “Centro Studi Storia di Ieri Pieve-Sori-Bogliasco” sui Caduti del comprensorio, che ha rilevato come il nome di questo Caduto non coincida con quello risultante nei dati angrafici del Comune e nei Fogli Matricolari dell’Esercito. Ciò perché nei paesi, ancor oggi è invalsa l’abitudine di usare un nome differente per evitare casi di omonimia. Così è stato per Emilio Olcese che venne chiamato e scolpito nella Lapide con il suo terzo nome in luogo di Antonio. E così continuerà a essere ricordato a Sussisa.
Gli altri Caduti di Sussisa, riguardanti la seconda Guerra Mondiale sono:
Aurelio Benvenuto, paternità Giuseppe; Mario Benvenuto, paternità Francesco; Giovanni Benvenuto, paternità Antonio; Cesare Benvenuto, paternità Giovanni; Giovanni Olcese, paternità Giuseppe. Giuseppe Picasso, paternità Luigi, cadde nella Campagna di Russia e fu considerato disperso nella regione di Minsk in Bielorussia.
Dal Libro Verbali della Società di Mutuo Soccorso si legge: “Tale Lapide ci ricorda i Morti per la causa e difesa del nostro Paese, e che anch’Essi erano dei bravi Soci e Musicanti”.
Dallo Statuto della stessa SOMS, l’Art.3 recita: “La SOMS celebra la Festa Sociale per il ricordo dei Caduti e dei Soci Defunti, alla quale i Soci sono tenuti a partecipare il 4 Novembre di ogni anno”.
Al termine della Cerimonia, Silvano Olcese, Presidente della SOMS, e Gianfranco Capellino, Presidente del Corpo Musicale di Sussisa, hanno ringraziato gli intervenuti che hanno poi potuto assistere ad un Concerto bandistico, magistralmente diretto dal Maestro Giuseppe Calafati. In evidenza i giovanissimi Tiziano Robello (Piatti) e Giovanni Badaracco (Tamburo) e le Musicanti Alessia Mazzarello (Clarinetto) e Nicoletta Furnari (Flauto traverso).
In mattinata, il Presidente Olcese aveva premiato le Socie Giovanna Costa e Maria Rosa Olcese con una Medaglia di merito per l’attività sociale.
di Rudi Decleva - Sussisa, 4 novembre 2015
MILVIA MORETTI RACCONTA MILVIA
Presentazione del libro autobiografico “Piccola storia di Mi”
È ormai una consuetudine invalsa che arrivato ad un traguardo di sua vita ognuno che abbia dei ricordi significativi li metta alla portata di tutti.
A questo appuntamento non poteva mancare Milvia Moretti che di cose da dire, ricordi e successi ne ha collezionato a iosa. Le ha condensate su cento pagine di un “libretto” - come lei lo definisce - presentato sabato scorso al Foyer del “Teatro del Levante” gremito di pubblico, formato da amici ed estimatori.
Patrizia Biaghetti, che ha presentato il Personaggio, ha detto: “Un libro è come un magazzino del teatro, ci trovi quegli oggetti che ti riportano ad un dramma o a una commedia, e come nel tuo caso anche all’eco di applausi. Sono depositati lì, ma appena apri la porta, tornano a collegarsi tra loro raccontando una storia, la “Storia di Milvia Moretti”.
Sessant’anni di protagonismo partendo da quando a quattro anni - sulle spalle del papà - Milvia partecipava ai cortei del popolo lavoratore tra lo sventolio di bandiere rosse che la avrebbero introdotta a praticare una linea politica intesa come gruppo solidale, mutuo sostegno e solidarietà. Da bambina aveva la passione per i cannoli alla crema. Li mangiava lentamente per farli durare più a lungo, e amava giocare con un coetaneo di nome Mauro, dividendo le proprie bambole con i suoi trenini elettrici.
Della sua frequentazione alle Elementari, Milvia ricorda la sua Maestra Gaetana, che aveva introdotto come metodo didattico la “Scatola delle lamentele” per abituare i suoi scolari a descrivere un problema senza fare nomi. Non basta, quando una alunna prendeva il massimo voto, la mandava a controfirmare il voto dal Preside, e quel premio morale contribuiva a stimolare la formazione volitiva di quelle giovani menti.
Poi crescendo e frequentando l’Università, Milvia si accorse che Mauro era serio nei modi, aveva fascino, era alto e longilineo. Inoltre era allegro, sportivo e sempre elegante. E così quando Milvia si prese la Laurea in Lettere, il passo successivo fu il matrimonio, e poi la famiglia allargata con la figlia Irina e la nipotina Arianna. E insieme, Mauro e Milvia sono andati avanti impegnati entrambi nell’azione sociale e politica tra le Feste dell’Unità alla Foce, il 25 Aprile, il 1° Maggio e la Festa della Donna l’8 Marzo.
La prima occupazione di Milvia fu Educatrice all’Istituto “David Chiossone” per bambini non vedenti. Fece inoltre parte di una èquipe che introdusse nuove tecnologie per quella disabilità, che vennero applicate poi anche ad altri Istituti similari in Italia con il risultato di riuscire ad inserire gli alunni nel mondo del lavoro e crearsi una propria famiglia.
La prima opportunità in campo politico avvenne invece nelle votazioni comunali a Sori del 1995 dove - pur essendo stata chiamata in sostituzione di altro Candidato che si era ritirato - riuscì eletta con molte preferenze. Le venne assegnato l’Assessorato ai Servizi Sociali dove per due quinquenni potè esprimere un gratificante impegno per migliorare questa importante funzione comunale, e successivamente le venne affidato anche l’incarico di Vice Sindaco. Anche nell’ambito provinciale Milvia Moretti ha operato nel sociale specie in favore dei carcerati e per le pari opportunità. Culturalmente si è impegnata nell’iniziativa sorese “Pandora” e più recentemente nel gruppo “Goliarda Sapienza” in coordinamento con la Biblioteca Civica “Italo Calvino”.
Non c’è rosa senza spine e c’è sempre qualche rospo che fà parte del giuoco. E da qui qualche dubbio e qualche delusione.
Delegata quale rappresentante della Provincia di Genova al Tavolo della Pace di Ancona, poteva far parte al conseguente Convegno Mondiale ad Istanbul con interessanti prospettive ma non ci andò. Tutti hanno ragione, ma spesso sembra di leggere nelle loro parole le clamorose bugie di Pinocchio. L’illusione di un mondo giusto per tutti si è trasformata in speranza di un mondo almeno vivibile per tutti. Ogni giorno migliaia di persone si recano nelle zone di guerra a curare malati, centri pediatrici e poli ginecologici, mentre i missionari prestano la loro opera umanitaria e spirituale e molti giornalisti rischiano la loro incolumità per documentarci condizioni di vita aberranti. Nonna Milvia - mentre sogna un viaggio verso i fiordi norvegesi - è serena e fiduciosa nel genere umano se perseguirà solidarietà e sostegno reciproco.
di Rudi Decleva - Sussisa, 26 ottobre 2015
A SORI: GIAPPONESI PER LIBERARE L’ESPOSIZIONE D’ARTE DI PATRIZIA BIAGHETTI, MARIA MENNELLA & ZOE
Sabato 12 Settembre ha avuto luogo a Sori presso l’Oratorio di Sant’Erasmo l’inaugurazione di una Esposizione d’Arte curata da Patrizia Biaghetti e Maria Mennella, che hanno rispettivamente allestito proprie creazioni originali scaturite dai sentimenti spesso negativi che scavano nell’animo fino a produrre un risultato analogo alla sofferenza dell’ostrica per il corpo estraneo, che dà disagio e fastidio, ma che poi conduce al miracolo della perla e alla condivisione del proprio sentire.
Non si è trattato semplicemente di un vernissage di vecchia maniera con il taglio del nastro anche se un nastro poi è stato tagliato. Qui sta la novità della fantasia di Patrizia Biaghetti - la regista dell’iniziativa - che ha voluto coinvolgere in diretta la cittadinanza del borgo richiamando la vicenda dei protagonisti del Teatro Nazionale Bunraku di Osaka condannati al suicidio perché schiacciati dal senso onorevole del dovere contrastato dalla debolezza del sentimento umano.
I due – lei in kimono e lui nelle vesti di un Samurai – vagano per le strade di Sori e col pallore cereo del volto e il loro sguardo vuoto fisso nel nulla, trasmettono al pubblico attonito la tempesta interiore ed inquieta dei loro sentimenti. Sono legati da un nastro rosso che li tiene avvinti al loro terribile destino già segnato. Ma nella versione sorese i due derelitti vagabondi non moriranno. Arriveranno nella sede dell’Esposizione dove uno sciamano - impersonato da Patrizia Biaghetti - compirà i riti magici Indios per purificare i due condannati alla morte anche con il concorso musicale di Federico Bagnasco, che al contrabbasso eseguirà, applauditissimo, un concerto per assolo con vibrazioni impercettibili dell’archetto sulle corde, accompagnate da virtuosismi e acuti per la salvezza dei due giovani. E l’accoppiata tra i riti Indios e la magia della musica sortirà l’effetto liberatorio dei due con il taglio del nastro che li lega, e così essi potranno liberare l’arte e aprire al pubblico l’Esposizione.
Oltre alle opere di Patrizia e Maria - ripeto molto originali dal punto di vista creativo - c’è anche un quadro “Cielo e nuvole” della genovese Zoe Saura di 8 anni, oltre che artista in erba anche provetta nuotatrice e promettente danzatrice classica.
L’Esposizione - patrocinata dal Comune di Sori con la collaborazione della Pro Loco Sori, Golfo Vetta e Oratorio di Sant’Erasmo - resterà aperta sino a Domenica 20 Settembre dalle ore 16 alle 19,30. Ingresso gratuito.
La giapponesina in kimono e il Samurai sono stati impersonificati da Ilaria Olcese e Antonio Strassoldo, fidanzati. Ilaria vive a Sussisa ed è una cantante “country”, che si è esibita recentemente a Sori con il Complesso musicale “Sweet Darling” in occasione della manifestazione benefica “Sorisolidale” in favore della Gigi Ghirotti Onlus. Antonio vive a Rapallo e frequenta l’Università a Genova, Facoltà di Medicina.
di Rudi Decleva - Sussisa, 13 settembre 2015
Lunedì sera a Sussisa - località prato Confaunè e in un capiente teatro erboso all’aperto - gli Agitatori Culturali Irrequieti hanno fatto rivivere la vita di trincea della Guerra ’15 - ’18 con le sue ombre e contraddizioni: in particolare l’autentica follia di Comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità personale, per i quali i loro sottoposti vennero considerati alla stregua di una catalogazione di armi o proiettili.
La rappresentazione si chiama “Letture di Trincea” ed ha esibito una scenografia e regìa da professionisti, con i Lettori dei testi addobbati con fucile da scena, elmetto e mantellina, e sistemati dietro ad una trincea con la storica feritoia in difesa del tricolore sabaudo. Una indovinata sorpresa è stato il gruppetto di bambini-strilloni, “venditori” delle prime pagine delle principali testate giornalistiche del 24 Maggio 1918, che annunciavano la Dichiarazione di Guerra all’Austria e l’inizio della guerra.
Man mano che le Letture procedevano, i canti popolari della Grande Guerra hanno inframezzato i testi con le note musicali dell’Armata che se ne va, o del Testamento lasciato dal Capitano degli Alpini, o del Figlio del primo amor che consolerà la futura vedova e - tra tutti - la Leggenda del Piave che disse “Non passa lo straniero”.
Insomma un magistrale ambiente scenico per diffondere gli scritti di Emilio Lussu, tratti dal volume “Un anno sull’Altopiano” – che è una delle maggiori opere di narrativa italiana sulla Grande Guerra - in cui l’Autore ha narrato le vicende da lui vissute al servizio della Patria sul fronte di Asiago in qualità di Capitano della Brigata “Sassari” dal giugno 1916 al Luglio 1917.
Le mediocrità dei Comandanti, esposte con nitida chiarezza, sono passate al vaglio di un attento pubblico non poco disturbato nell’udire Alti Ufficiali dare ordini di fucilazione insensati al solo scopo di dare l’esempio alle reclute salvo poi onorare la presunta vittima con false espressioni di circostanza. Inevitabile che tali comportamenti irresponsabili - riportati fedelmente da Emilio Lussu - procurassero una malcelata ostilità tra la truppa e il Comando, che viene verosimilmente descritta nella Lettura della Feritoia n.14 laddove il Generale di turno - pieno di tronfia supponenza e divenuto facile bersaglio - viene graziato dalla momentanea assenza del cecchino austriaco tra la delusione e stizza anche degli Ufficiali inferiori.
Insomma, un altro tassello di Storia Patria che gli Agitatori di Sussisa hanno saputo ben presentare.
Questi i Protagonisti della serata:
Bambini strilloni: Nila e Leo Carli, Dada Barbieri, Floriano,Valerio e Tiziano Robello
Poesie di Ungaretti recitale da Mari Bozzo
Musiche della Grande Guerra eseguite da Paolo Gaviglio e Nicoletta Furnari
Canti di guerra interpretate da Annalisa Roggieri
Letture da Lussu: Patrizia Biaghetti, Giotto Barbieri, Daniele Reverberi, Augusto Forin, Daniela Borsese, Sergio Siri
In apertura Rodolfo Decleva, profugo da Fiume, ha raccontato la storia inedita e le peripezie dei “nemici” italiani del Trentino e della Venezia Giulia - combattenti sotto divisa austro-ungarica o ungherese - che l’Imperatore Francesco Giuseppe mandò a morire nei Carpazi e nella Galizia ucraina non fidandosi di mandarli sul fronte italiano per paura delle probabili diserzioni.
di Rudi Decleva - Sussisa, 11 agosto 2015
Brevi riflessioni nella disperata ricerca di una stella per poter continuare ad amministrare
L’arte, la bellezza, il dispiegarsi dell’atto creativo e generativo sono un’isola assai seducente ed affascinante per colui che è chiamato ad essere amministratore di un regno e, per il governo di esso, abbia intrapreso, inevitabile guerriero, il viaggio della conoscenza e della scoperta al di fuori del proprio ordinario confine.
L’Ulisse omerico può essere preso a paradigma per tutti coloro che, seguendo virtute e canoscenza, siano infine approdati ad un ruolo di totale responsabilità verso il proprio oikos di predestinazione e governo della polis, in cui quelle “economie domestiche” trovano il loro fine e compimento politico. È tra costoro che possiamo immaginare, anche in tempi di forte crisi, il ruolo periglioso e resistente di molti (non tutti) piccoli, grandi amministratori locali.
Ma non c’è Ulisse senza l’abbraccio di Calypso.
Kalyptein, colei che nasconde, dea maledetta ed infine abbandonata per volere degli dei superi, che per sette anni celò Ulisse in un rifugio sicuro, tra quiete letizie e dolci amplessi, promettendogli l’immortalità in cambio dell’eterna permanenza, ma senza mai sino in fondo possederne il cuore, ha conosciuto fiumi di interpretazioni nella storia del mito, ma una in particolare è suggestiva per chi ha avuto dal fato il richiamo a governare, per piccolo che sia il mondo alla sua amministrazione affidato.
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Paolo Pezzana
Sindaco, Amante, Cercatore di Bellezza….
Sori, 28 giugno 2015
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di Rudi Decleva - Sussisa, 11 aprile 2015
Mario Dassovich nacque a Fiume nel 1928.
Nel 1945 - al termine della guerra e sotto l’occupazione jugoslava – fu a capo di un gruppo di studenti minorenni del locale Liceo Scientifico con lo scopo di esternare ai Quattro Grandi la contrarietà all’annessione della città alla Jugoslavia.
Mentre l’attività effettiva clandestina del gruppo era stata la sola stampa e diffusione di manifestini pro Italia - affiancata dal possesso di una pistola Beretta residuo dell’8 Settembre e da un ipotetico progetto di incendio dell’Arco di Tito (in legno) eretto in Piazza Regina Elena - l’accusa del Tribunale Militare fu invece molto sproporzionata e cioè “attività antipopolari, costituzione di organizzazione terroristica neofascista, diffusione di propaganda nemica, possesso di armi e preparazione di attentati terroristici”.
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di Rudi Decleva - Sussisa, 20 gennaio 2015
Secondo la tradizione e nel rispetto del suo indirizzo statutario, la SOMS di Sussisa ha organizzato nel giorno dell’Epifania Sussisasolidale, una Tombola Benefica a favore della benemerita Associazione “Gigi Ghirotti”.
Questa lodevole iniziativa nacque otto anni fa quando Adelma Olcese prese contatti con aziende di Sori e Recco per procurarsi i premi per gli intervenuti devolvendo poi il ricavato alla “Gigi Ghirotti”, che con la sua organizzazione aveva assistito suo fratello Ugo minato da un male incurabile.
E anche quest’anno la fatica degli Organizzatori non è andata delusa perché – oltre agli aficionados locali – è intervenuto un numeroso pubblico, composto di adulti e bambini, non solo dai dintorni soresi ma anche dalla Grande Genova con un introito di Euro 700 che saranno interamente devoluti all’Ente.
La Tombola si è svolta secondo le semplici regole che si praticano quando si gioca in famiglia con l’alzata dei numeri – che venivano scritti col gesso sulla lavagna dal cantautore Augusto Forin – e alle grida dei numeri hanno anche collaborato i bambini Dada Barbieri e Stefano Pezzana.
Tra i partecipanti pure il “Borgomastro” e il Presidente del Consiglio Comunale di Sori.
L’iniziativa è stata supportata da numerose aziende tra cui Il Pesto di Pra’ di Bruzzone & Pastorino, il negozio locale di alimentari di Agnese Benvenuto, il negozio di Franco Picasso di Capreno, il Pastificio Novella, il Gruppo dei Donatori di Sangue, la Casa Editrice Iperborea, il Civ di Sori e last but not least gli Agitatori Culturali Irrequieti “Gian dei Brughi”. Tutti i doni sono stati confezionati in maniera magistrale con azalee, primule e giacinti offerti dal Vivaio Castagnola di Teriasca.
Molto gradite le prelibate focaccette di Sussisa preparate da Rosanna Olcese, Adelma Olcese e Edda Olcese.
di Rudi Decleva - Sussisa, 7 gennaio 2015
Magico Dolce Natale a Sussisa
40 bambini, Pierina Castagnola, Franco Picetti e il Borgomastro di Sori
Si è svolta ieri alla SOMS di Sussisa la quarta edizione del Magico Dolce Natale dove 40 bambini di Sori e dintorni si sono dati appuntamento per apprendere, impastare, divertirsi e confezionare un dolce natalizio dell’antica tradizione sorese: la “Cònba de Natale”.
Maestra cuoca la signora Pierina Castagnola di Capreno – 91 anni ottimamente portati, che assistita dal’eccezionale presenza del pasticcere signor Reverberi e della nostra cuoca maga Norina Porcile, ha spiegato agli attenti Allievi come tale dolce veniva confezionato con la stessa pasta del pandolce natalizio. Si cominciava ad impastare con i vari ingredienti tre giorni prima della immissione al forno - provvedendo a ben tre lievitazioni - e il dolce non andava mangiato a Natale, ma conservato fino al 6 Gennaio quando arrivavano i Tre Re Magi, che allora in paese chiamavano Pasquetta, da non confondersi con l’attuale significato di tale parola.
Il dolce era riservato soprattutto ai bambini e per tale motivo all’impasto veniva data la forma di una bambolina o di un pupazzetto, e con l’uvetta e i finocchietti si creavano le fattezze del viso.
Come già nelle precedenti edizioni – riservate al pandolce genovese, ai canestrelli, alle trofie e alla focaccia – è stato uno spettacolo straordinario vedere l’impegno di questi piccoli pasticcieri attorniati dalle mamme e dalla amorevole guida della signora Pierina. Anche il “Borgomastro” di Sori Paolo Pezzana si è tirato sù le maniche ed ha preso parte nel gioioso cimento.
Mentre le “bamboline” ed i “pupazzetti” cuocevano nel forno sotto la vigile attenzione di Sergio Armani, il camoglino Cantastorie Franco Picetti intratteneva con le sue divertenti filastrocche musicali i piccoli protagonisti della serata che lo ricambiavano con cori ed applausi.
Alla fine ognuno ha ritirato il proprio “manufatto” con tanto di attestato di partecipazione che consisteva nella storia della Cònba, e con l’arrivederci alla prossima edizione 2015.
La giornata del Magico Dolce Natale è stata organizzata dagli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi di Sussisa con la collaborazione del Comune di Sori, della Pro Loco Sori, della SOMS Sussisa e del Comitato Festeggiamenti San Matteo di Sussisa. Sponsors: Latte Tigullio e Panificio Tossini.
Secondo la consuetudine e nel quadro dell’armonia collaborativa tra le due Istituzioni, nella serata della vigilia di Natale il Corpo Musicale di Sussisa offrirà alla SOMS Sussisa una cena a base di polenta e cavoli, e polenta con gorgonzola o stracchino. Alle ore 22 ci sarà la Santa Messa di Mezzanotte e susseguente raduno nella sede SOMS con piccolo concerto della Banda e degustazione di cioccolato caldo e vin brulè.
di Rudi Decleva - Sussisa, 24 dicembre 2014
La notte era buia e gelida, il cielo punteggiato di stelle, un vento tagliente si abbatteva sulla terra tappezzandola di ghiaccio e neve, i rami degli alberi agitati dal vento e ricoperti di galaverna emettevano suoni di glockenspiel: la notte ideale per rifugiarsi in un caldo lavvu e perdersi nel piacere del racconto.
Beh non è andata proprio così, non c’era il gelo e forse neppure le stelle in cielo ma la magia della tenda lappone, quella sì, è stata veramente intensa.
Ore 20,30 un esercito di bambini, inutile definirli vocianti, si è presentato nel bar della SOMS, tutti ben armati dei loro sacchi a pelo multicolore da cui fuoriuscivano cuscini e tazze per la colazione.
La scala li condusse a quella porta che come lo specchio di Alice li avrebbe catapultati in un altro mondo, quello delle fiabe.
La grande tenda rossa, con il fuoco al centro (purtroppo simulato, la 626 non ci avrebbe concesso quello reale), con il suolo rivestito di tappeti, e tessuti, più arabeggiante che lappone ma comunque magica, era pronta, un secondo dopo tutti i sacchi a pelo erano stesi a terra, tutti a cercare la posizione migliore rivolti verso il piccolo tavolo con lanterna dei narratori.
Lo stupore dei più grandicelli e un momento di paura per i più piccolini, al manifestarsi del bramito dell’orso e all’apparizione della sua ombra sul tessuto della tenda, all’inizio della prima narrazione.
Di fiaba in fiaba, l’atmosfera si faceva più rilassata e le prime palpebre cominciarono ad abbassarsi, prima della buona notte tre lettori d'eccezione, Lorenzo, Stefano ed Alberto hanno letto per i loro compagni, poi l’abbassarsi dell’unica lanterna ha fatto il resto ed un silenzio fatto di respiri ha dato inizio ai sogni.
La luce del mattino riporta tutto alla realtà, la colazione calda, i dolcetti, il ritorno a casa, ma la magia di quella notte rimarrà a lungo nel ricordo di tutti i piccoli ascoltatori di fiabe.
di Patrizia Biaghetti - Sussisa, 30 novembre 2014
da Fiume ramingo per l’Italia
Presentazione del libro di Rudi Decleva
Dopo giornate di spaventosi rovesci d’acqua che hanno intristito e resi doloranti i nostri animi, ecco che un vento di Maestrale ha spazzato la vallata, ha trasportate lontane le nuvole perché il nostro velista d’eccezione potesse navigare libero ed asciutto fino al Salone della Mutuo soccorso di Sussisa e presentare la sua nuova opera.
Qualsiasi sacrificio ramingo da Fiume per l’Italia, è il titolo del libro che Rudi ha scritto quest’anno e dico quest’anno perché Rudi ci regala ogni anno una sua fatica letteraria. Il duemilaundici fu la volta di “Piccola Storia di Fiume 1847-1947” cento anni di storia condensata in una cinquantina di pagine, il racconto di chi ha vissuto in prima persona l’essere profugo. L’anno dopo uscì con “La Batana fiumana” scritto nel dialetto della sua città natale, che racconta la tradizionale pesca nel suo paese, la batana è infatti una barca tipica del Golfo del Carnaro.
Ed eccoci a quella che possiamo considerare l’opera che emozionalmente coinvolge maggiormente i lettori.
Sì questa è la storia di un percorso che parte dall’infanzia attraversa una vita avventurosa e giunge ad oggi, qui entra in campo il carattere, il modo di essere di Rudi, la sua caparbietà, il suo senso di responsabilità, l’amore come ingrediente fondamentale, per attuare i suoi progetti sempre portati a termine e rivelatisi vincenti.
La nostra società che ha barattato la comunitas con l’immunitas, tende a proteggere più che educare le giovani generazioni, a discapito di ciò che sarà l’esperienza, credo che Rudi possa farci capire che la vita ha bisogno di essere supportata dal coraggio dalla voglia o magia del fare dal rischio che si corre ogni volta che si parte per una nuova avventura. Il conflitto che troppo spesso viene vissuto tra doveri sociali e sentimenti umani, pare non abbia attecchito, Rudi ha vissuto tutto all’insegna dell’amore per ciò che ha fatto e questo ha praticamente tramutato ogni desiderio e progetto in un successo.
Abbiamo accolto Rudi sul palco della Mutuo Soccorso che avevamo allestito con una scenografia molto colorata, che lo ha sorpreso e commosso.
Dopo l’introduzione fatta dal nostro Sindaco Paolo Pezzana, siamo passati a qualche domanda e alla lettura da parte di Augusto e Giotto di alcuni brani del libro.
La mia funzione di intervistatrice è stata breve, Rudi non ha bisogno che qualcuno gli ponga delle domande per raccontarsi, affascinante affabulatore ha incantato il pubblico con la narrazione della sua vita.
di Patrizia Biaghetti - Sussisa, 16 novembre 2014
IN OCCASIONE DELLA 31a GIORNATA EUROPEA DEL PATRIMONIO
La notte aveva da poco preso possesso del paesaggio, la stanza rumoreggiava stipandosi di spettatori.
Buio. Un corifeo da inizio al suo canto parapognarico, il coro si aggiunge ed il mantra dilaga nell’aria.
Luce. Dal suo podio, il Borgomastro attraversato dalla sua fascia tricolore rivolge un saluto all’assemblea, che un po’ stupita e divertita ascolta attenta la prolusione del primo Cittadino che si rivolge a loro come ad un simposio di eruditissimi archeologi. Teatro nel teatro il pubblico diventa protagonista.
Dopo un sapiente escursus sull’importanza della condivisione, la necessità delle emozioni, dei suoni, delle percezioni, delle intuizioni e delle azioni che sono il completamento delle parole, il Borgomastro cede la scena agli agitatori.
Lo spettacolo Soms che storia è dedicato ad Adriano Picasso, che ci ha lasciati un anno fa, un amico, Presidente della Mutuo Soccorso, componente del Corpo Bandistico di Sussisa, un vero punto di riferimento per la nostra piccola frazione.
Entra il prologo, Rodolfo Decleva, la memoria storica della Soms di Sussisa che incanta con storie d’altri tempi, quelle storie tramandate oralmente, di generazione in generazione che sono patrimonio per la nostra società.
Sul palco poi battibeccano, una barista femminista, amante della poesia, Patrizia Biaghetti, uno scrittore storico intento a scrivere la sua opera, Franco Picetti, ed un ciclista, frequentatore della Soms non certo per conoscerne la storia ma per gustarne il vino, Sergio Siri.
Un Marx evocato, Giotto Barbieri, appare in tutta la sua prestanza e saggezza dispensando un’ottima ricetta culinaria, due lavoratori del mattone, si rilassano con un buon bicchiere e intrattengono gli avventori con le loro canzoni, Augusto Forin e Mirco Pagano.
Si susseguono fondamentali notizie storiche a facezie surreali ed ecco, un’altra evocazione, questa volta è l’eroe dei due mondi intento a ben altre conquiste.
Un levarsi di bicchieri per uomini importanti Don Gallo e Gino Strada, ed ancora un’apparizione: il busto di un duce fiaccato dal traffico e costretto a dirigerlo.
A pochi momenti dalla conclusione un suono di fanfara giunge dalla strada attraverso le finestre e pochi istanti dopo irrompe nella sala con la sua potente armonia.
Gran finale con il Corpo Bandistico di Sussisa con l’esecuzione dei brani tratti dal CD che Storia!.
Al vero bar della Soms incontro conviviale a base di frittelle dolci e salate preparate dalle maghe-cuoche, Argentina Picasso, Adelma Olcese, Silvana Picasso, Barbara Picasso.
di Patrizia Biaghetti - Sussisa, 23 settembre 2014
Signore e Signori, Buonasera. Io sono il Prologo.
Correva l’anno 1927.
Parroco di Sussisa era Don GianBattista Brunetti, un Parroco veramente benemerito per Sussisa.
Fu lui che convinse le Famiglie più rappresentative di Sussisa: i Benvenuto, i Capellino, gli Olcese, i Picasso e i Porcile a costituire una Banda musicale. Sori, Recco, Genova; dapertutto c’erano le Bande Musicali. Perché a Sussisa no?
Fu una scommessa che lui la vinse grazie ai paesani - tutti contadini, al lavoro dall’alba al tramonto - che si tassarono per comprare gli strumenti musicali, le divise e per pagare il Maestro.
Il primo Maestro della Banda di Sussisa è stato Giulio Sabatini, che veniva da Genova e saliva la mulattiera per Sussisa da Lago a dorso di mulo e dormiva in una casa qui vicina della Edda Olcese dove veniva ospitato la notte. La camera ancora oggi viene ricordata come “La camera del Maestro”. E il Maestro costava 5 Lire per ogni lezione.
Dopo una dura giornata di lavoro nei campi, dopo cena cominciava la lezione. Il Maestro era molto severo: teneva il libro dei presenti e quando si chiudeva il libro, il libro non si apriva più e quelli che arrivavano in ritardo erano assenti e dovevano pagare la multa. Due lezioni alla settimana.
E venne il grande giorno del debutto.
Sul “Caffaro”, importante giornale dei genovesi dell’ 8 Maggio 1928, era scritto che a Sussisa i 30 Musicanti avevano fatto il loro primo concerto bandistico davanti ad un pubblico di alcune centinaia di persone, e per gratitudine avevano donato un anello al Maestro Sabatini.
Attualmente Presidente del Corpo Musicale è GianFranco Capellino e Maestro Giuseppe Calafati.
E poi il Don ha avuto un’altra splendida idea.
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di Rudi Decleva - Sussisa, 20 settembre 2014
Amiche e amici, illustri archeologi della cultura qui convenuti, buonasera!
È un onore per me, umile borgomastro locale, presiedere questo vostro illustre consesso di studiosi, qui riuniti dopo un lungo pomeriggio di lavoro sulle tracce del patrimonio culturale di questa mia e vostra comunità, per testimoniare in vita, musica e parole, il frutto del vostro lavoro.
È importante il vostro lavoro di archeologi, lo riconosco e ne sono ben consapevole.
LOGOS ARKAICHOS è detto in greco il vostro mestiere: un discorso sull’antico; senza di questo chi di noi potrebbe dire di avere radici, storia, senso, direzione?
Voi parlate dell’antico, ricercandolo, illustri convenuti, ma cosa è che trovate? Questo, da profano del vostro nobile mestiere, mi sono sempre chiesto interrogandomi su di voi.
Potete immaginare quale lieta sorpresa mi ha fatto l’esimio prof. Jean De Brugges, che di questo simposio ha avuto l’idea, quando, invitandomi, mi ha comunicato che proprio questa sera, al termine di questa vostra intensa giornata di studi, avrei avuto una risposta inequivocabile al mio quesito.
Sono un borgomastro curioso e a volte impaziente, e non ho saputo trattenere il desiderio di avere qualche anticipazione.
Ebbene, l’ho avuta da alcuni di voi, anche se in modo un po’ sibillino e misterioso.
Mi è stata consegnata dal prof. De Brugges, senza altre spiegazioni, quale risultato finale delle vostre odierne ricerche, una frase greca “lathes bioulen sinédrios o éranos”, che avete probabilmente già sentito risuonare in questa nostra sala mentre mi avvicinavo al podio.
Suona come una formula magica alchemica vero? Potete immaginare quanto la mia curiosità ne sia uscita rafforzata!
Ho provato a tradurla naturalmente; innegabilmente in greco suona meglio e certamente nessuno di voi, illustri scienziati, necessita di questa mia spiegazione, ma alla mia penna essa è risuonata nel nostro idioma come “vivono, nascoste, le assemblee per il banchetto”.
Messa così, ve lo confesso, la cosa continuava a non suggerirmi nulla, se non un cordiale scherzo del prof. De Brugges a vostro nome, teso magari a rampognarmi per avervi qui convenuti senza neppure mettervi a disposizione prelibatezze e libagioni locali, quali quelle focacce al formaggio, pansoti, asado e vini che fanno di Sussisa luogo così noto nei nostri paraggi.
Non potevo sottovalutare così l’intelligenza vostra e del prof. De Brugges però, e, lungo questo pomeriggio ho provato ad approfondire su qualche libro di storia e rispolverando il vecchio Omero che mi accompagna dai tempi del liceo.
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di Paolo Pezzana - Sussisa, 20 settembre 2014
Nella magica balconata del Piazzale Trento e Trieste – abbellita da pini marittimi d’Aleppo indispensabili per lo svolgimento di questa rappresentazione che si svolge sugli alberi - e con lo sfondo delle lampare dei pescatori notturni di boghe e occhiate, gli Agitatori Culturali Irrequieti “Gian dei Brughi” di Sussisa hanno fatto il bis della serata culturale “Di foglio in foglia” basato su letture e recitazioni tratte dal best seller “Barone Rampante” di Italo Calvino.
La prima recita era avvenuta lo scorso anno dall’alto dei pioppi del Piazzale della Chiesa di Sussisa e in questa ripetizione bogliaschina i due principali attori di undici anni: Floriano Robello, che interpretava Cosimo Piovasco, cioè il Baronetto di Rondo’ - che ha scelto di vivere sugli alberi per aperta disubbidienza verso il suo despotico genitore – e Mirò Barbieri che interpretava Violetta dei Marchesi d’Ondariva detta Viola, sono stati sostituiti rispettivamente dal fratello Tiziano Robello e dalla sorella Dada Barbieri, entrambi di otto anni.
I giovanissimi sostituti hanno interpretato le proprie parti con grande professionalità: Tiziano sopra un capace ramo del pino e Viola nell’altalena, entrambi in aperta disputa sui diritti e proprietà del terreno e degli alberi. Nel prosieguo, la vita del terribile brigante Gian dei Brughi si modifica nel momento del suo contatto con il Baronetto Cosimo, che gli fornisce l’apprendimento della cultura attraverso la lettura di libri facendo sparire in lui l’animo del malfattore.
Il Barone Rampante, interpretato magistralmente nella maggiore età da Sergio Siri, salirà al cielo aggrappandosi ad un mongolfiera all’età di 65 anni.
Le varie letture sono state inframezzate da interventi musicali per flauto a cura di Daniela Piras.
In apertura l’Assessore alla Cultura del Comune di Bogliasco Laura Oliva aveva presentato al numeroso pubblico presente la serata culturale, alla quale hanno collaborato le Associazioni locali “Compagnia Bogliasco 90” e “La Consulta”.
di Rudi Decleva - Sussisa, 23 Giugno 2014
Il libro “La Battana FM 341”
scritto dal nostro agitatore Rodolfo Decleva ha ricevuto dalla Giuria del Premio Letterario “Gen. Loris Tanzella” il SECONDO PREMIO per la Sezione NARRATIVA.
Gli agitatori si congratulano nuovamente con Rudi per il secondo prestigioso riconoscimento consecutivo.
La Motivazione della giuria
“Il lavoro, in dialetto fiumano, recupera la tradizione e il linguaggio dei pescatori del Quarnero, fornendo puntuali lezioni di tecnica della pesca con un linguaggio ricco di descrizioni minuziose e di precisazioni.
Pesca come risorsa, un tempo inesauribile, pesca come fonte di sopravvivenza e come baratto negli anni bui della guerra, pesca come legame indissolubile con un mare generoso, con la sua bellezza e le sue intemperie, rituale nella vita quotidiana della gente quarnerina.
Anche i canti che accompagnavano la pesca sono riportati in questo curioso e interessante lavoro”.
La Giuria del Premio
di Augusto Forin - Sussisa, 1 Marzo 2014
Nella santa notte della Vigilia è buona tradizione a Sussisa assistere alla grande Messa di Natale con le melodie della locale Banda Musicale, diretta dal Maestro Giuseppe Calafati, che ha predisposto per questa edizione un nuovo programma di musiche intonato all’atmosfera del rito religioso, officiato dal Parroco Don Franco Fazio.
Don Franco ha ricordato la nascita del Bambino, che ha preferito nascere umilmente in una stalla circondato dai pastori, e lo ha poi esposto al bacio dei fedeli secondo l’usanza del posto.
Molto applaudita l’esecuzione di “Gloria in excelsis Deo” che ha aperto e chiuso a grande richiesta il Concerto, inframezzato dai canti natalizi antichi come il “Venite adoremus” e i più popolari tra cui “Pastori festeggiate” insieme ai moderni “O Tannenbaum”, “Bianco Natale” e l’allegro “Jingle Bells”.
In precedenza la Banda di Sussisa aveva partecipato al pranzo che per tradizione la SOMS di Sussisa offre ai Musicanti, composto da polenta con cavolo, formaggi e condito con olio crudo, salsiccia, lenticchie, frutta e dolce.
Va detto che queste due Istituzioni marciano da sempre in piena armonia perch´ – come è riportato nel libro “Sussisa Terra Antica”, edito nel 2004 – traggono la loro esistenza dalle stesse origini: fu nel 1927 a nascere per primo il complesso bandistico che decise due anni dopo a costituire la SOMS e la comune sede sociale.
La nottata si è conclusa con un ulteriore programma musicale natalizio nella sede della SOMS dove è stato offerto cioccolato caldo e vin brule’.
di Rudi Decleva - Sussisa, 25 Dicembre 2013
TUTTI INSIEME: SOMS, CORPO MUSICALE, ALPINI e COMITATO “SAN MATTEO”
La rituale cerimonia annuale dell’Unità d’Italia si è svolta con grande solennità accomunando nel contempo anche rappresentanze dei quattro Organismi tra i più significativi del Comprensorio sorese nei quali Adriano Picasso, scomparso qualche mese fa’, era stato il motore di spinta per iniziative di volontariato e istituzionali.
Il Corteo si è mosso dalla sede della Società di Mutuo Soccorso preceduto dal Tricolore e seguito dalle note del Corpo Musicale di Sussisa.
Nella piccola chiesetta di San Matteo il Padre Cappuccino Marco Di Fronzo ha celebrato la Santa Messa, intercalata dalle note soavi e sommesse del Corpo Musicale, che ha suonato la commovente aria “Santa Madre Chiesa”.
Padre Marco, prima di benedire la Lapide-ricordo murata nella piazza del paese, ha letto i nomi dei Caduti di Sussisa nelle due Guerre Mondiali: Emilio Olcese, Aurelio Benvenuto, Mario Benvenuto, Giovanni Benvenuto, Cesare Benvenuto, Giovanni Olcese e Giuseppe Picasso.
Nell’occasione - e con la rappresentanza del Gruppo Alpini di Pieve e Sussisa sull’Attenti - Silvano Olcese, Presidente della Soms, ha inaugurato una Targa a ricordo di Adriano Picasso posta nella sede della SOMS cui è seguito il commosso ringraziamento dei Famigliari.
Questo 4 Novembre sarà ricordato per la elevata partecipazione: circa un centinaio di persone che si sono date convegno anche per il ricordo di chi ci ha lasciato.
È stata l’occasione anche per avere dal benemerito Corpo Musicale di Sussisa qualche informazione sui futuri programmi e tastargli il polso.
Sia il Presidente Gianfranco Capellino che il Maestro Giuseppe Calefati si dicono soddisfatti e fiduciosi sulla tenuta di questo antico complesso. I giovani non mancano e nemmeno i virgulti grazie alla scuola che funziona in una sede a Sori, dove giovani scolari si cimentano con lo studio del solfeggio e l’uso degli strumenti musicali utilizzati su basi musicali, riprodotte col computer, dove essi si trovano ad essere protagonisti in una Banda musicale virtuale.
Il Decano dei Musicanti è Armando Picasso detto Zitto (classe 1928). Gli abbiamo chiesto da dove derivi quel “Zitto” e la sua risposta: “Quando nacqui io nella località Cuneo di Sussisa, nella casa di fronte alla mia era nata prima di me una femmina che la chiamavano “Zitta”, e da qui mi sono guadagnato il maschile”.
I giovani – cioè l’ossatura del Corpo Musicale di Sussisa e in aggiunta ai locali Fabio Capellino (basso) e Roberto Capellino (sassofono) - sono: Gaviglio Federico, (trombone), Samuele Gaviglio (trombone), Michele Bozzo (tromba), Giorgia Manni (clarino) e Benvenuto Luigi (clarino).
Prossimo appuntamento: a Sussisa l’8 Dicembre per la Festa dell’Immacolata Concezione.
Rentrèe degli Alpini per il 4 Novembre - Luigi Olcese e Luigi Abrahim in cattedra
È stata una gran bella sorpresa assistere alla rentrèe a Sussisa del Gruppo Alpini di Sori e Pieve – guidati dal nuovo Presidente Antonio Rolandelli - per partecipare alla Celebrazione del 4 Novembre e per presenziare allo scoprimento della Targa in ricordo del Presidente SOMS Adriano Picasso, recentemente scomparso.
Tra loro Olcese Luigi, vecchio cittadino di Sussisa, classe 1936, che da anni vive a Terrusso, piccola frazione del Comune di Bargagli a 530 metri di quota sul mare.
Era commosso ed emozionato nel vedere la “sua” sede, e sottolineo “sua” tra virgolette, perché aveva a suo tempo partecipato con i “grandi” alla costruzione del piano rialzato della sede della Mutua Soccorso, quel piano rialzato che oggi è il Salone di Rappresentanza, orgoglio di Sussisa, dotato di un tetto internamente a vista di castagno, che fu restaurato nel 1998 anche grazie all’interessamento dell’allora Presidente provinciale Marta Vincenzi.
Un vero unicum artistico, prodotto di quella razza ormai scomparsa di contadini di Sussisa che dopo il duro lavoro dei campi era stata capace di realizzare quel capolavoro.
E non basta, Luigi Olcese, visibilmente commosso, si soffermava davanti ad una antica fotografia del Corpo Musicale di Sussisa, dove è ritratto con Armando Picasso detto Zitto e altri trenta Musicanti. Tempi lontani quando ogni famiglia di Sussisa reclamava l’onore di avere almeno un componente a far parte della Banda.
Raccontano Luigi e Zitto i sacrifici e le difficoltà che incontravano per andare a suonare in paesi dove le strade si chiamavano mulattiere: si camminava per ore e dopo del servizio si tornava a casa col buio e notte inoltrata. Si arrivava anche a Rosso di Davagna sul versante genovese della Scoffera dove avevano le mucche e producevano buon latte. Poi venne il Mercato Comune, e poi la Centrale del Latte con le quote comunitarie per il conferimento del latte per cui le mucche vennero macellate dato che la sola produzione di formaggi non conveniva.
Così l’agricoltura ligure perse i colpi e il porto di Genova acquisì nuove forze e nuove braccia.
Insieme con Olcese Luigi c’è anche Abrahim Luigi, anch’egli Alpino di Terrusso con la sua storia molto interessante.
Siamo nel 1911 quando l’Italia è in guerra con la Turchia ed occupa la Libia e Rodi, con le altre isole del Dodecanneso. Arriva in seguito la Grande Guerra del 1914 e gli Alleati col Patto segreto di Londra del 1915, che promettono all’Italia la conferma dei due possedimenti, cosa che avviene con la Vittoria del 4 Novembre 1918. La Quarta Sponda diventa a tutti gli effetti italiana e navi di emigranti italiani del Veneto e delle regioni meridionali sbarcano nella nuova terra promessa.
Ibrahim Marsalu, suo nonno, va’ invece contro corrente: lascia Tripoli col suo “bel suol d’amore” e si imbarca per l’Italia sbarcando a Genova dando origine alla sua nuova condizione di cittadino italiano. Nasce a Genova il suo papà Renato e poi ovviamente l’Alpino Luigi.
di Rudi Decleva - Sussisa, 3 Novembre 2013
Provate a immaginare la scenografia del grande piazzale della Chiesa di Sussisa – gremito di 150 spettatori al buio - illuminato solo da lampadari e abat-jour pendenti dai rami dei due pioppi con aggiunti 40 giochi di luci gialle e azzurre.
Gli attori-narratori racchiusi in un salotto fin de siècle con l’immancabile poltrona a dondolo mentre – accovacciato sul pioppo il giovanissimo Cosimo Piovasco di Rondò - dopo aver scelto di voler vivere la propria vita sugli alberi per contrasti generazionali col padre – incontra l’altezzosa bambina Violante dei Marchesi d’Ondariva e si avvia questo insolito dialogo tra i due.
Violante: Scendete subito di lassù o chiamerò i servi e vi farò prendere a bastonate
Cosimo: Non sono entrato e non scenderò. Sul vostro terreno non ho mai messo piede.
Qui non è vostro perché vostro è il suolo e se ci posassi un piede allora sarei uno che si intrufola.
Tutto quassù è mio territorio personale fin dove si riesce ad arrivare andando sopra gli alberi di qua e di la’.
Violante: Senti tu, dobbiamo fare patti chiari. Io posso salire nel tuo territorio e sono un’ospite sacra, va bene? Entro ed esco quando voglio. Tu invece sei sacro e inviolabile finchè sei negli alberi nel tuo territorio, ma appena tocchi il suolo del mio giardino diventi mio schiavo e vieni incatenato.
Due giovanissimi attori in erba che si sono cimentati con successo e senza rete nei dialoghi irreali di Italo Calvino nel suo intramontabile “Il Barone Rampante”.
Lei Mirò Barbieri di Sussisa che dall’altalena tenta di intrappolare quel fanciullo incipriato e armato di spadino che va controcorrente passando da ramo in ramo, impersonato da Floriano Robello di Sori, promettente virgulto della scuola di recitazione di Sori, doposcuola della Elementare “Franco Solimano”.
Passeranno gli anni ma la notte magica di San Lorenzo 2013 - trascorsa in un teatro naturale inimitabile accarezzato dal vento notturno di Cornua con lo stormir delle fronde dei pioppi nella regia settecentesca di Sussisa e con i quadri accompagnati dal suono del Flauto di Gianluca Nicolini non verrà dimenticata.
Quella notte delle stelle cadenti quando il Gruppo Culturale “Gian dei Brughi”con i suoi Agitatori Irrequieti si inventò una performance inosabile con le letture di Calvino.
di Rudi Decleva - Sussisa, 11 Agosto 2013
Nuovamente a Sussisa il Tricolore della locale SOMS è a mezz’asta.
Questa volta – dopo la tragedia autostradale che aveva falcidiato nello scorso Aprile la vita del giovane Simone Picasso, atleta della Pro Recco calcistica – è toccato ad Adriano Picasso, scomparso dopo breve malattia all’età di 74 anni.
Adriano Picasso è stato il personaggio di Sussisa più affermato e conosciuto nel circondario sorese per il suo carattere umano e aperto con tutti e per la sua disponibilità verso il volontariato attivo; sempre presente nelle iniziative volte a valorizzare l’immagine culturale e sociale della sua Sussisa, “Terra antica, aspra e in salita”. Dal 2001 era Presidente della locale Società Operaia e Agricola Mutuo Soccorso di Sussisa, ed era anche Membro della locale Banda Musicale, del Comitato Festeggiamenti “San Matteo” e del Gruppo Alpini di Sori-Pieve Ligure.
Nel 1998 aveva ricevuto dal Comune di Sori una Targa di Benemerenza per aver conservato al patrimonio culturale e sociale di Sussisa la sede restaurata della SOMS.
In segno di lutto e partecipazione il Comitato Festeggiamenti della Frazione ha deciso di annullare la prossima festa di San Matteo, che avrebbe dovuto svolgersi nei giorni 6 e 7 Luglio p.v.
di Rudi Decleva - Sussisa, 18 Giugno 2013
Ero a Bologna alla presentazione del mio libro quando sui cellulari di alcune persone che erano con me è arrivata la notizia della morte di Don, e i volti si son fatti tristi.
Mi son salite le lacrime, nonostante fossero giorni che si sapeva che il momento stava arrivando, e ci si stava preparando all’evento, inutilmente, perché la morte è sempre ospite inattesa.
Essendo l’unica genovese in quel momento è scattato uno strano sentimento di appartenenza e di obbligo a dover fare in qualche modo da cerimoniera: istintivamente il gruppo si è rivolto a me, quasi che il lutto mi riguardasse un po’ di più.
Così ho ricacciato indietro l’emozione e mi son sentita dire, io laica e atea, mentre cercavo di sorridere: “Non siate tristi, Don sarà contento ora che è con il suo dio”.
Che strana sensazione, e che regalo prezioso da parte di quest’uomo al quale non era possibile restare indifferenti.
Quando, in occasione dei suoi 70 anni, gli fu conferito un premio per la persona più impegnata nella solidarietà in Liguria, la premiazione si trasformò in una festa organizzata in un teatro, anche perché cadeva in occasione del suo compleanno, (Don era del cancro, nato un giorno dopo il mio primo figlio, per questo me lo ricordo bene).
La scelta fu di celebrarlo con piccoli tributi a sorpresa, brevi frasi e saluti da parte di chi lo conosceva e amava, e a me venne chiesto di partecipare in qualità di ‘femminista’.
Don aveva sempre partecipato con gioia e generosità a tutte le iniziative che avevamo organizzato come rivista Marea, spesso unico uomo (e sacerdote) a prendere parola con la sua consueta veemenza nelle iniziative con taglio di genere. “Son sempre le donne a fare di più, quanto c’è da imparare dalla Maddalena, noi uomini facciamo schifo così tante volte da farmi vergognare”, diceva spesso, e ricordava con delicatezza sua madre, della quale ricordava la pazienza e la forza.
Quando ero giovanissima giornalista nella tv genovese del Pci, (parliamo degli anni ’80) e lui partecipava, con l’immancabile sigaro, alle affollatissime riunioni del partito sulla legalizzazione delle droghe leggere, ebbi il primo impatto con la sua particolare trasgressività.
Mentre fervevano discussioni dal tipico stampo genovese plumbeo, nelle quali i duri del partito erano fermamente contrari alla legalizzazione della cannabis, perché ‘dallo spinello alla siringa il passo è breve’ lui, che di tossici ne sapeva già da allora, si alzava, tossiva, e brandendo il toscano diceva:” Compagni, sono tutte cazzate. Questo qui (il toscano) è anche peggio dello spinello. Se non si ragiona sulla legalizzazione delle leggere i ragazzi cadranno nella droga non perché si passa facilmente dallo spinello alla pera, ma perché il mercato illegale metterà in commercio la ‘merda’ (eroina e cocaina) a basso prezzo, e ne perderemo. Datemi retta”.
Ricordo il silenzio imbarazzato dei notabili comunisti, e le bocche aperte per la sorpresa.
Don era così, diretto e senza preamboli. Che meraviglia.
A Sanremo, invitata qualche anno fa con lui da un gruppo di donne a parlare di laicità e diritti riproduttivi (sì, avete letto bene), dovetti fermarlo prima che bestemmiasse, cosa che qualche volta rischiava di capitare, e il divertente era che io, ormai avezza a questa gag, riuscivo ad anticipare il momento ed esclamavo: “No Don!” e lui rideva a crepapelle.
Non si rideva, invece, quando facendo anticamera per parlargli, nella sede genovese della Comunità al porto, si aspettava che uscisse dal suo studio. Spesso ci sono capitata quando dentro c’era un ragazzo in procinto di essere accolto in una delle case di accoglienza per tossicodipendenti sparse in Italia o all’estero, e con me nella sala adiacente alla vecchia chiesa sedevano i genitori del malcapitato, aspettando l’esito del colloquio. Sguardi stanchi, mani nervose, volti segnati dalla fatica e dal dolore di vite devastate dalla droga nella quale è caduto un figlio o una figlia, un’esperienza dalla drammaticità inimmaginabile. La comunità di San Benedetto, per molti, è l’ultimo approdo.
All’improvviso la porta in cima alla scaletta si apriva, e Don usciva, spingendo giù il ragazzo. “Drogato di merda, vai dai tuoi e ringraziali che son qui per te”. Parole durissime dette con una carica di affetto e di incoraggiamento potente, salvifica, catartica, che ti rimette al mondo, letteralmente.
In quella premiazione, quando il mio nome fu chiamato e mi trovai accanto a lui per dire la mia frase lo guardai e gli misi una mano sulla spalla, in procinto di abbracciarlo.
“Ti voglio bene Don, gli dissi- Accidenti a te, se non fossi un prete…”. Sorrise, ricambiò l’abbraccio, si lasciò festeggiare.
Che dono grande averlo conosciuto.
di Monica Lanfranco - 24 Maggio 2013
SI È SVOLTA A SUSSISA L‘ANNUALE “FAVATA” DEI MARINAI DEL GOLFO PARADISO
È ormai una tradizione ben affermata dell’A.N.M.I. - Associazione Marinai d‘Italia di Sori e del Golfo Paradiso quella di incontrarsi per un pranzo conviviale in occasione del raccolto delle fave di aprile che quest’anno però – a causa di questa anomala primavera piovosa – è slittata al 18 maggio. La cena ha avuto luogo presso la SOMS di Sussisa con l’intervento di un centinaio di Soci, famigliari e simpatizzanti.
La notizia potrebbe terminare qua se non ci fosse il fatto che alle fave ci pensa da oltre venti anni un Membro del Direttivo dell’Associazione Renato Olcese, che è un pensionato di 68 anni.
Puntualmente egli si è svegliato al mattino all’alba per raccogliere in sei ore il quintale e mezzo di fave seminate sulle alture di Sussisa, lavoro che egli svolge in completa solitudine salendo e scendendo centinaia di scalini malfermi e scivolosi.
E le fave non lo hanno tradito perché erano eccellenti e tutti i presenti non gli hanno lesinato gli applausi così ben meritati.
Quando in gioventù Renato Olcese ricevette la chiamata di leva, lui scelse la Marina anche se non sapeva nuotare e il suo amore per quella scelta ancor oggi è pari a quello che sente per la sua terra.
“Una volta Marinai; Marinai per sempre” recita il motto di chi ha servito la Patria sul mare e lui ne è il più fedele osservante.
Nella Frazione di Sussisa dove è nato e risiede, Renato Olcese è da tutti considerato il Number One di coloro che amano la terra, che pulisce le fasce, i passi, le mulattiere e che lavora nei campi dal mattino alla sera secondo le vecchie regole della cultura contadina. Nel 2010 franarono tre muri a secco nelle sue fasce di Castagnole di Sussisa e da solo e senza aiuto di terzi ripristinò quei muri. Fu un lavoro sovrumano soprattutto per il recupero delle pietre e spostamento delle stesse alle fasce superiori, e questo rappresenta il valore del personaggio veramente “unico” in quanto a campione di produttività e di autentico carattere ligure.
Il 12 Ottobre 1989 fu tra i Fondatori del Comitato Festeggiamenti “San Matteo” che ancor oggi promuove le iniziative festive della Frazione.
Chissà: forse un giorno qualche Ente lo scoprirà e gli conferirà un premio affinché le sue capacità e il suo volontariato non vadano dispersi e servano da esempio per fermare l’abbandono delle nostre campagne.
In chiusura, il factotum dell’Associazione Gianmaria Morini ha annunciato l’effettuazione di una gita sociale in Costa Azzurra e più precisamente a Eze Village e Nizza, che avrà luogo Domenica Giugno p.v., aperta anche ai Simpatizzanti
(per informazioni: anmisori@gmail.com)
di Rudi Decleva - Sussisa, 18 Maggio 2013
IL RAPPORTO UOMINI-DONNE ATTRAVERSO UNA PIECE TEATRALE
Nella quotidianità odierna un uomo con molti rapporti è considerato “figo”, mentre nelle stesse condizioni una donna è considerata “zoccola”: perché questa ingiusta e gratuita disparità che mortifica le donne a tutto vantaggio dell‘uomo, tendenzialmente disposto a risparmiare dal degrado solo la propria madre e se capita anche la sorella?
Monica Lanfranco ha voluto evidenziare questa stortura attraverso una pièce di un atto unico tratto dal suo libro “Uomini che odiano-amano le donne” – con adattamenti anche di Laura Guidetti e Ivano Malcotti – presentata ieri sera nel salone della Società di Mutuo Soccorso di Sussisa dagli Agitatori del Gruppo Culturale “Gian dei Brughi”.
E così attori uomini si sono succeduti sulla scena per recitare giudizi e commenti tratti dal libro che Monica Lanfranco aveva raccolto attraverso una ricerca da parte di sconosciuti uomini, stimolati sul blog ad esprimersi su sessualità, virilità, pornografia e violenza.
Ne sono arrivate un migliaio risposte a volte banali e offensive, ma spesso spiazzanti e prevedibili, soprattutto vere e autentiche, espressione della realtà violenta che viviamo e che si manifesta principalmente come componente della sessualità maschile piuttosto che di quella femminile.
Nell‘immaginario maschile la violenza su una donna significa lividi, pugni e gambe aperte con la forza: un comportamento che fa ribrezzo ma che può accadere perché si annida atavicamente nell‘uomo. Anche le donne spesso istigano l‘uomo ad essere violento con loro o li invitano al turpiloquio, ma l‘aggressività dell‘uomo, di cui la violenza attuata è solo la forma estrema, è una componente innata del maschio.
Nel suo assolo finale Monica Lanfranco ammonisce: il primo passo per fermare la violenza è riconoscerla, e prima ancora si alzino gli occhi per guardare chi abbiamo di fronte e ravvisare la reciproca umanità.
La rappresentazione, applauditissima da un pubblico molto attento, si è conclusa con la recitazione della “Preghiera a un Uomo” di Eve Ensler.
Il gruppo degli attori: Monica Lanfranco, Ivano Malcotti, Sergio Siri, Ghezzi Giovanni, Anteo Lanfranco, Giotto Barbieri, Augusto Forin, Maddalena Mari, Rodolfo Decleva. I bambini: Robello Floriano, Robello Valerio, Robello Tiziano, Mattia Siri.
Fonica: Annalisa Roggeri; ideazione e regia: Patrizia Biaghetti.
di Rudi Decleva - Sussisa, 21 Aprile 2013
Il libro “Piccola Storia di Fiume 1847-1947”
scritto dal nostro agitatore Rodolfo Decleva ha ricevuto dalla Giuria del Premio Letterario “Gen. Loris Tanzella” la Menzione d‘Onore per la Sezione Storia.
La cerimonia di premiazione si terrà il giorno 22 marzo 2013 in Verona presso il Foyer del Teatro Nuovo (ingresso da via Cappello, cortile di Giulietta) alle ore 15,30.
Tutti gli agitatori si congratulano con Rudi per il prestigioso riconoscimento.
di Augusto Forin - Sussisa, 24 Marzo 2013
Il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, Sussisa, i suoi Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi e la Società Operaia di Mutuo Soccorso, hanno vinto un’altra sfida.
La mattinata percorsa da un freddo pungente, la distanza in chilometri per raggiungere la località, le previsioni di imminenti nevicate non hanno fermato il flusso di persone che si sono presentate nel salone della Soms.
Questo ci conferma che c’è ancora voglia di incontrarsi, ascoltare, discutere e condividere il piacere di stare assieme.
Il saluto di benvenuto del Presidente della Soms Adriano Picasso ha dato inizio all’evento.
La presentazione del libro del Dottor Rodolfo Decleva“Piccola Storia di Fiume 1847-1947”, si è svolta in una particolare scenografia, calda ed accogliente, un salottino dove relatore ed intervistatore hanno catalizzato l’attenzione del pubblico affascinato dal racconto di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’essere profugo fiumano.
Ad intervistare l’autore il poeta e scrittore Ivano Malcotti, che ha anche interpretato una lirica scritta, da Decleva su Fiume, sua città.
Molte le personalità intervenute, il sindaco di Sori Luigi Castagnola, il dottor Guido Molinari, già segretario Unioncamere Liguri, l'Ingegner Antonio Lorenzetti dirigente RINA.
Molto i bambini attenti a questi edificanti racconti.
In chiusura l’interessante intervento di Emerico Radman Vice presidente ANVGD di Genova ha integrato l’esposizione di Decleva.
di Patrizia Biaghetti - Sussisa, 11 Febbraio 2013
Era una delle ultime partigiane di Sussisa
Bandiera a mezz’asta alla Mutuo Soccorso di Sussisa per la scomparsa di Anna Olcese vedova Porcile, mancata serenamente all’età di 88 anni. Una grande folla di persone, giunta da tutto il circondario e da Sori, ha letteralmente invaso Sussisa per testimoniare a questa donna semplice e stimata il suo commosso affetto. La chiesetta di San Matteo è stata insufficiente per tanta gente.
Solo un mese fa’ descrivemmo su questo giornale la sua abilità a guidare la festa del “Dolce Natale di Sussisa” nella preparazione dei canestrelli presso la locale Società di Mutuo Soccorso.
Era la seconda edizione della festa dopo quella del Natale 2011, dedicata alla confezione del pandolce genovese, dove aveva “lavorato” la pasta davanti ad una piccola folla di bambini e bambine impiastricciati, attenti e festosi.
Anna Olcese era sempre presente per dare il suo aiuto ed era sempre aperta ai consigli per tramandare le vecchie ricette e le sue preziose esperienze alle nuove generazioni. Lei era inoltre la Decana sia della SOMS Sussisa che del Comitato “San Matteo”, che presiede alle iniziative estive della Frazione, e i due Presidenti delle Istituzioni – intervenendo personalmente con le rispettive bandiere listate a lutto – testimoniavano la partecipazione del paese a questa sentita sua perdita e contemporaneamente un segno di gratitudine per l’attività di volontariato resa da Lei nel corso di tanti anni.
Anna Olcese faceva parte della vecchia guardia contadina del paese, quella che aveva visto la guerra e non si era tirata indietro.
Era stata sposata con Porcile Dario e durante l’ultima guerra suo cognato Filippo era stato il Comandante della Brigata Partigiana S.A.P. “Poggi”.
Come le altre donne del paese ebbe un ruolo importante e rischioso perché loro salivano quotidianamente la vallata inoltrandosi nei boschi per portare rifornimenti.
Trascrivo dal libro Sussisa Terra Antica ciò che raccontava:
“Quel poco che c’era da mangiare si cercava di risparmiarlo per poterlo dividere con i nostri e quando arrivavano i tedeschi – anche loro in cerca di cibo – avevamo molta paura e dovevamo essere credibili nel dire che non c’era nulla da mangiare sperando che non ci facessero rappresaglie. Quando vedevamo una pattuglia tedesca gridavamo: C’è la volpe! C’è la volpe!
E quelle grida erano il segnale convenuto per mettere in allarme i Partigiani”.
di Rudi Decleva - Sussisa, 23 Gennaio 2013
EL PONTIN DELLA MADONNETTA RIMESSO A NUOVO
Direbbe il Poeta: “C’è qualcosa di nuovo oggi … a Sori, anzi d’antico”.
Sì, c’egrave; proprio una grossa e bella novità che ho rilevato ieri quando dalle alture sono sceso a Sori per sentire il profumo del mare e godermi la serenità della zona pedonale, anche se accompagnata dal festoso vociare dei bambini intenti ai giochi nel loro spazio verde.
Con mia grossa sorpresa ho visto la Madonnina del Pontin restaurata con le parole del poeta dialettale Piero Bozzo marcate di vernice nuova e leggibili per il godimento di chi fino ad oggi soffriva nel non poterle quasi distinguere a causa della corrosione del mare.
“Madonnetta do Pontin” - come la invocava Piero Bozzo nel suo commosso e commovente zeneize - quando nelle sere di primavera raccoglieva rose bianche per poggiarle ai suoi piedi affinché vegliasse Sori e i suoi mainè lontani per mare.
Un groppo di commozione in gola mi accompagnava la lettura della sua storia travagliata, che ora mi si apriva facile entrando nel cuore e pensavo ai tanti estimatori di cose belle che potrebbero visitare Sori per ammirare questa semplice ma rara testimonianza storica e poetica.
Stamattina ho fatto un giro di telefonate per cercare e ringraziare l’Istituzione che aveva provveduto a questo importante evento e confesso che addirittura gli intervistati nemmeno conoscevano l’importante lavoro di restauro, che aveva riportato la lapide poetica alla sua bellezza originaria.
E dire che l’Ufficio Tecnico vi aveva provveduto a questo e ad altri lavori nello scorso Agosto in occasione della visita di sua Eminenza l’Arcivescovo Angelo Bagnasco.
Ciò a conferma dell’ingrato detto popolare “Nemo propheta in Patria”.
Un elogio pertanto all’Assessorato all’Edilizia del Comune, ancor di più meritato per aver voluto con sincera modestia valutare come “normale routine” il restauro effettuato.
Il bogliaschino Piero Bozzo aveva scritto quella poesia dopo che due pescatori soresi avevano rinvenuto in mare la statua della Madonnetta il 21 Gennaio 1955, quasi dieci anni dopo il terrificante bombardamento alleato del 19 Giugno 1944, che l’aveva fatta volare nel mare e non si era più trovata.
La Madonnetta, alta 80 centimetri, è la riproduzione marmorea dell’immagine dipinta su legno raffigurante la Vergine col Bambino – oggi conservata nell’Oratorio della Madonna delle Grazie – che era stata portata dall’Oriente dal Comandante Gerolamo Stagno nel 1509. Nel 1637 la statua fu posta sul ponte medioevale quando esso venne ricostruito sul luogo adiacente la spiaggia dove si trova oggi.
di Rudi Decleva - Sussisa, 11 Gennaio 2013
Anche quest’anno ha avuto luogo nei locali della Società Mutuo Soccorso di Sussisa la Tombolata organizzata dai Soci per una raccolta fondi a favore della Onlus “Gigi Ghirotti”.
Anziani e giovani in gara che giocano cifre molto modeste a cartella senza vincere denaro, ma oggetti d’uso casalingo racimolati presso privati e una decina di negozi benefattori di Sori.
E tutto secondo il regolamento e con serietà.
I numeri estratti vengono “gridati” come se fossimo nella vecchia Borsa di Piazza Banchi, un incaricato li trascrive con il gesso sulla lavagna, un altro incaricato controlla le vincite e consegna i premi, ed ogni tanto c’è una breve interruzione per degustare le rinomate focaccette di Sussisa, confezionate magistralmente dal Presidente della SOMS Adriano Picasso, unitamente al pandolce genovese.
I premi sono divisi a seconda dell’importanza della vincita e il più desiderato è stato quello dell’ultima tombola che aveva in palio l’ambita confezione di formaggio “Parma-Reggio” con la topina di peluche, reclamizzata in TV, e vinta da Olga Picasso.
Ma anche gli altri premi non scherzavano: piatti decorati da portata e da collezione, tazze, bicchieri, casalinghi, quadretti e anche DVD’s western interpretati dall’indimenticato John Wayne.
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Molto ammirata una tejera in ceramica – autentico pezzo d’antiquariato dal nome tedesco misterioso “Aroma-Duftlampe aus Keramik” – che le nonne tenevano in cucina sia per decorazione che per la bollitura di essenze a mezzo di una candela, e soprattutto una autentica novità creativa sorese: i Folletti nordici, quelli da appendere e che portano fortuna nella casa.
La lodevole iniziativa benefica iniziò a Sussisa sei anni fa quando Ugo Olcese - un Socio della SOMS colpito da un morbo incurabile - venne assistito nei suoi giorni terminali dalla Associazione “Gigi Ghirotti” in una delle sue strutture genovesi.
Ugo era un uomo molto robusto e forte, suo padre era stato soprannominato “Carnera” per la sua stessa prestanza e la sua nonna Caterina è ancor oggi ricordata dagli anziani di Sussisa quando portò in spalla un covone di 90 chili dal Monte Becco a Sori per venderlo al titolare delle carrozze a cavalli che portavano i Signori a Genova. Quella perdita provocò in paese uno sgomento enorme.
Ma insieme al dolore della prematura perdita, impressionò allora la cura e le attenzioni che furono elargite gratuitamente dagli specialisti e dai volontari dell’Associazione “Ghirotti”, che alleviarono le sofferenze del malato e confortarono i famigliari.
Mentre oggi prevale il detto latino “Damnatio memoriae” che fa dimenticare la gratitudine, la Tombola Benefica di Sussisa sta invece dimostrando di esserne un insegnamento.
Adelma Olcese, che ne è l’ispiratrice, dice: “Non importa se quanto recuperiamo è molto modesto; ciò che importa è continuare per diffondere il messaggio”.
E anche quest’anno Sussisa ha lanciato il suo messaggio.
Grazie “Gigi”.
di Rudi Decleva - Sussisa, 6 Gennaio 2013
La tradizione - da molti anni – vuole che la sera della Vigilia di Natale i Soci della locale Società di Mutuo Soccorso offrano al Corpo Musicale di Sussisa e ai suoi famigliari una cena a base di polenta, formaggi, salsicce e lenticchie a testimonianza della gratitudine del paese per il sacrificio dei Musicanti nell’aver tenuto nel corso dell’anno - alto e con orgoglio - il prestigio di quella Istituzione, fondata nel lontano 1927.
Poi tutti insieme nella chiesetta di San Matteo, illuminata a festa e gremita di gente giunta anche da Sori, per la Santa Messa che è anticipata alle ore 22 per dar modo all’instancabile Parroco Don Marco Fazio di recarsi poi a Capreno per celebrarvi la’ quella di mezzanotte.
I Musicanti occupano le prime file con i loro strumenti e accompagnano il Sacerdote con un ricercato repertorio di musiche sacre: quest’anno è toccato alle note di Mozart l’onore di aprire il concerto poi seguite da “Adeste fideles”.
Al termine della Santa Messa Don Marco, compiaciuto dell’eccezionale affluenza, ha esortato a frequentare la chiesa anche nelle altre Feste comandate ed ha esposto al bacio dei fedeli il Bambino appena nato.
Il concerto della Banda è poi proseguito nella stessa chiesa con le note natalizie più familiari tra cui “Jingle Bells”, “Bianco Natale” e l’inedita finora “O Tannenbaum., wie grùn sind deine Blaettern”.
All’uscita dalla chiesa, una lapide in marmo ricorda don G.B. Brunetti, primo Parroco della Comunità di Sussisa: fu lui che nel 1927 si prodigò per creare quel complesso musicale che con tanti sacrifici sopravvive al decadimento dei nostri tempi.
Ma non finisce qui la notte di Natale di Sussisa: la processione dei fedeli torna nella sede della SOMS dove l’attende cioccolata calda, vin brulè e pandolce in attesa che i Musicanti si esibiscano in un nuovo applaudito concerto del loro vasto repertorio.
Tra pochi giorni saremo nel 2013 e si ricomincia come ormai da 85 anni.
Grazie Musicanti di Sussisa!
di Rudi Decleva - Sussisa, 25 Dicembre 2012
Quest’anno la consueta celebrazione della ricorrenza di Santa Cecilia, Patrona della Musica e dei Musicisti, è coincisa con l’85.mo di Fondazione del locale Corpo Musicale di Sussisa, fondato nel lontano 1927. Purtroppo il tempo piovoso ha impedito l’esecuzione del consueto programma, che prevedeva un Concerto nella Piazza della Chiesa per ricordare alla cittadinanza l’evento di tanti anni fa’. Per tale motivo il Concerto della Banda di Sussisa si è svolto all’interno dei locali della Società di Mutuo Soccorso.
Gianfranco Capellino, Presidente del Corpo Musicale, ricorda come nell’epoca della faticosa era contadina nacque questa benemerita Istituzione promossa dall’allora Parroco G.B. Brunetti.
I contadini – dopo la giornata di duro lavoro nei campi – si tassarono per comprare gli strumenti e per pagare il Maestro di Musica, che arrivava da Genova due volte alla settimana e che veniva portato a Sussisa da Sori a dorso di mulo. Siccome le lezioni si svolgevano dopo il tramonto dalle ore 9 a mezzanotte, il Maestro era costretto a dormire a Sussisa trovando ospitalità nella casa ancor oggi conosciuta per la “amera del Maestro” che gli era riservata.
Erano previste multe in denaro per gli assenti ingiustificati e soprattutto gli apprendisti erano terrorizzati perché capire il solfeggio non era facile e anche perché nemmeno le labbra avevano ancora la confidenza giusta nei confronti dello strumento.
Il primo Concerto della Banda, composta di 30 elementi, si svolse il 7 Maggio 1928 e fu la prima volta che Sussisa trovò ospitalità nell’antico giornale genovese “Il Caffaro insieme con la notizia che il Parroco Brunetti aveva donato in segno di gratitudine al Maestro Giulio Sabatini – artefice di quel grande successo musicale – un bellissimo anello. Il giornale pubblicò pure l’elenco dei Benefattori locali che avevano per l’occasione organizzato una cospicua raccolta fondi di 17.000 Lire: Davide Olcese fu Giovanni, Davide Olcese fu G.B., Olcese Attilio, Olcese Carlo di Luigi, Olcese Giuseppe di Gaudenzio e Olcese Matteo di Giovanni.
Il Presidente Capellino ricorda come in seguito i Musicanti – con l’entusiasmo dei successi conseguiti sul piano musicale – si prodigarono per la costruzione della sede della Banda, che oggi è in dotazione alla locale Soms, impiegando solo due anni e cita tra i suoi predecessori Capellino Giuseppe, che è stato uno dei migliori prodotti musicali di Sussisa, e Giovanni (Giuse) Benvenuto, Presidente dal 1976 al 1999.
Maestro e Direttore del Corpo Musicale da 15 anni è Giuseppe Calafati, che iniziò gli studi musicali all’età di 8 anni presso la Scuola Musicale “Banda Città di Camogli”, studiando successivamente presso il Conservatorio “Nicolò Paganini” di Genova. Egli ci dice: “Non è facile oggi guidare un Corpo Bandistico perché richiede grandi sacrifici per i suoi Componenti dati i frequenti impegni quasi settimanali che tolgono il tempo libero. Per allargare l’organico, stiamo tuttavia svolgendo dei corsi di apprendimento per bambini e giovani presso la sede dell’Associazione dei Donatori di Sangue di Sori, che stanno registrando un discreto successo”.
La Banda di Sussisa appare ringiovanita grazie ad una dozzina di giovani che suonano il clarinetto, il trombone e il flauto: Veronica e Alessia di Santa Margherita, ci hanno detto: “Qui a Sussisa ci sentiamo molto gratificate per l’ambiente che ci ospita e dai preziosi consigli degli anziani. Picasso Zito, il decano della Banda di Sussisa con i suoi 84 anni, ascolta e sorride compiaciuto.
di Rudi Decleva - Sussisa, 25 Novembre 2012
Sabato 1 Settembre gli Agitatori Culturali Irrequieti “Gian dei Brughi” - d’intesa con la Società di Mutuo Soccorso di Sussisa, l’Associazione “Soffoco” di La Spezia e con la collaborazione della Pro Loco Sori e la sponsorizzazione del Ristorante “Rosa” di Sussisa - hanno riempito all’inverosimile il pur capiente Salone di Rappresentanza della Soms offrendo agli abitanti della minuscola Frazione sorese e ai tanti appassionati intervenuti da fuori, una serata culturale eccezionale con Arturo Schwarz, “Medaglia d’Oro della Cultura e dell’Arte italiana”.
Schwarz è un personaggio a 360 gradi per la sua multiforme capacità creativa: Poeta, Critico d’arte, Editore, Saggista, Alchimista, Gallerista e Scrittore ed è considerato uno dei massimi esponenti della cultura italiana del ‘900 oltre che l’ultimo dei surrealisti.
Lo ha intervistato Claudio Pozzani – poeta, narratore e musicista – presentandolo come “l’ultimo brindello di espressione surrealista che apre il cuore” e Schwarz non si è sottratto alle stimolanti provocazioni delle statistiche, che denunciano la grave carenza di lettura di libri in Italia.
“Non leggo romanzi e racconti per mancanza di tempo perché anche la mia giornata è di 24 ore”, ha detto Schwarz, ma i libri effettivamente soffrono la mancanza di lettori mentre le piccole Case Editrici sono in via di estinzione anche per la loro incapacità di produrre le quantità di titoli della domanda.
Schwarz se ne accorse quando creò una piccola azienda a Milano e una Libreria quale punto di riferimento per Surrealisti, che dovette chiudere mentre all’estero avrebbe avuto piu’ successo. I suoi riferimenti sono Marx e Trotzki – e ricorda come ad Abukir in Egitto subì la persecuzione per la diffusione del pensiero trotzkiano - e vi aggiunge pure Freud, mentre Togliatti gli fu contro.
Le sue opere poggiano sul principio che servono per conoscere se’ stesso, quindi “per trasformare se’ stesso e poi trasformare il mondo”.
Un sogno? Per Schwarz è la vita di tutti i giorni e l’anelito ad un futuro migliore.
Per l’Alchimista Schwarz, l’artigiano è un creatore che produce e indubbiamente la merce da lui prodotta è goduta oggi da una maggior parte di popolazione, ma lo fa’ per vendere mentre l’artista nella sua creatività è invece ispirato dalla sua esigenza interiore; come dire, il primo considera l’oro nella sua funzione vile di ricchezza mentre l’artista lo interpreta in quanto mezzo per la conoscenza.
E quando si rese conto di dover tirare le somme della sua vita laboriosa e fertile, Schwarz propose la donazione delle sue opere all’Italia, ma dopo il rifiuto di una “diligente” Sovrintendente siciliana, donò 800 opere al Museo di Gerusalemme e 450 al Comune di Roma, amministrato allora da Walter Veltroni.
Infine, di fronte al cattivo gusto che marcia come su un piano inclinato, l’Intervistatore gli ha posto la domanda su come lui veda il futuro e Schwarz ha ricordato che ogni secolo ha visto orribili brutture come ad esempio l’Ottocento quando un genio come van Gogh visse in miseria e incompreso dal mondo che lo circondava, suicidandosi.
“La realtà non è cambiata – ha detto Schwarz – ma la fiducia va riposta sui giovani anche se sono contaminati dal consumismo e dalla pubblicità”
Conclusa l’Intervista, Barbara Picasso ha letto le poesie “Sussisa” e “Colori di Sussisa” della poetessa sorese Annalia De Marini, tratte dal volume “Sussisa Terra Antica” edito dalla locale Società di Mutuo Soccorso.
Sono seguiti Patrizia Biaghetti – grande regista della serata - e Claudio Pozzani, che hanno recitato alcune poesie di loro creazione, e Mauro Maraschin, che ha letto la sua composizione surrealista “Qualche brandello di me”, frammenti di un Diario anni ’70.
La serata si è conclusa con il concerto di Augusto Forin che ha presentato brani dal suo cd Aspirina Metafisica (di recente ristampa), accompagnato da Marco Cravero alla chitarra, Pino Parello al basso e Giancarlo Gilardi alla batteria .
Al termine Ugo Zen, pittore e fotografo di Boccadasse, ha detto: “Finalmente una serata intellettuale ingigantita dal caro Ospite Arturo Schwarz. Una gran bella iniziativa!”
Adriano Picasso, Presidente della Mutuo Soccorso di Sussisa:
“Temevo di assistere a dei paroloni incomprensibili e invece l’esposizione di questo Poeta e Filosofo di vita è stata semplice e molto chiara.
Certamente questa serata sarà ricordata nel tempo a Sussisa non solo per l’eccezionale presenza di oltre 100 intervenuti, ma anche per l’illustre Ospite, che si aggiunge a quelle di Paolo Emilio Taviani, Marta Vincenzi e S.E. il Card. Angelo Bagnasco”.
di Rudi Decleva - Sussisa, 01 Settembre 2012
Ormai a Sussisa è diventata una tappa fissa dedicare il giorno della “Befana” a chi soffre.
Nel Salone di Rappresentanza della Società di Mutuo Soccorso si sono date appuntamento una quarantina di cittadini della nostra Frazione per partecipare alla Tombola di Beneficienza, il cui ricavato è stato interamente devoluto alla benemerita “Gigi Ghirotti Onlus” di Genova, che con la sua appropriata terapia del dolore si prodiga ad assistere i malati oncologici nel loro ultimo tratto di vita, sia a domicilio del malato che nella Casa di accoglienza di recente creazione.
Donne, uomini, anziani, nonne e bambini: tutti intenti a coprire i numeri estratti sperando nella vincita, ma non si trattava di vincita di denaro secondo l’usanza corrente, ma vincita di oggetti utili che la SOMS ha messo in palio. Sono stati premiati: 15 Tombole, 16 Cinquine, 15 Quaterne, 16 Terni e 18 Ambi. In totale 80 regali che hanno soddisfatto tutti gli intervenuti.
Per la regolarità delle estrazioni provvedeva la Dr.ssa Barbara Picasso, che scriveva col gesso i numeri sulla lavagna anche ad uso di coloro che avevano scarso udito, mentre l’infaticabile Adelma Olcese provvedeva alla continua consegna dei premi ai vincitori.
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Insomma un bel pomeriggio di autentica serenità fra tre generazioni unite nel perseguimento di uno scopo benefico. Tutti i presenti hanno poi assaporato le focaccette di Sussisa, preparate dal Presidente SOMS Adriano Picasso, grande Maestro di cucina.
Patrizia Biaghetti, motore dell’Associazione “Agitatori Culturali Irrequieti” - che ha collaborato al’iniziativa con la SOMS - ha commentato così la partecipazione dei cittadini di Sussisa: “Bene augurante, in vista di nuove iniziative che verranno attuate nel prossimo futuro”.
di Rudi Decleva - Sussisa, 06 Gennaio 2012
La locale Società di Mutuo Soccorso – rispettando la tradizione – ha festeggiato “in famiglia” la nottata di San Silvestro dove Soci e Socie, sotto la guida del Presidente Adriano Picasso, si sono alternati nella sede sociale sia a cucinare i piatti tradizionali che nel servizio ai tavoli.
L’ambiente era allegro e festivo in attesa del Nuovo Anno e cercava di ignorare volutamente quello che se ne stava andando col suo “spread” micidiale e i giri di vite che già ci sentiamo addosso.
Presenti tra gli altri Bepi Olcese, Past President della SOMS, e Gianfranco Capellino, Presidente del Corpo Musicale di Sussisa, che quest’anno festeggierà l’85.mo anniversario di Fondazione.
Dice il Presidente della Banda: “85 anni e li dimostriamo tutti. Purtroppo non c’è piu’ l’entusiasmo e l’amore per la musica di una volta, e soprattutto la disponibilità al sacrificio perché suonare nelle feste e a Ferragosto significa privarsi di qualcosa di molto importante, e noi lo facciamo per pura passione. Attualmente abbiamo una rosa di una ventina di titolari residenti nel comprensorio sorese, di cui 5 di Sussisa, e non riusciamo a trovare giovani rincalzi malgrado offriamo loro scuola e Maestro gratis. Quando abbiamo delle trasferte impegnative dobbiamo ricorrere a rinforzi provenienti da Zoagli, S.Margherita Ligure, Cicagna e Sestri Levante. E la quadratura del bilancio è sempre precaria perché non riceviamo aiuti, se non scarsamente dal Comune”. A mezzanotte tutti fuori nella notte stellata a bruciare il vecchio anno – raffigurato da uno spaventapasseri di paglia e sterpi – mentre dalla piazza della chiesa si levavano gli scoppi dei petardi e fuochi accesi dai clienti delle due rinomate trattorie che ci sono a Sussisa. Ennio Olcese, titolare della “Rosa”, ha avuto una sessantina di coperti ben lontani dai 130 che si registravano anni fa’, ma ugualmente si ritiene soddisfatto dati i tempi che attraversiamo. Il tempo dei cenoni tradizionali non ha più richiamo e la clientela viene servita sulla base del menù, per l’occasione più ricco e rinforzato coi piatti tradizionali dalle focaccette col formaggio al cotechino e lenticchie. Olcese ha detto: “Questa crisi può anche essere positiva perché sprona noi esercenti a ricercare nuove forme di accoglienza verso la clientela affinando la qualità, la quantità e il prezzo dei piatti che offriamo. Per questo motivo e anche per dare più visibilità a Sussisa ho addobbato con luminarie il maestoso albero di pino, che sempre suscita grande ammirazione tra la mia clientela”. Anche Bruno Dodero, titolare della “Trattoria Luigin”, ha registrato una sessantina di coperti basati sul menù anziché sul cenone e concorda che bisogna migliorarsi sull’accoglienza e sulla qualità. Insomma, a Sussisa quest’anno passato 2011 niente “oje”, ma per il 2012 consapevolezza che sarà dura ma bisognerà farcela. Intanto si comincia con un dato altamente positivo: la strada per il Cimitero, attesa da oltre 30 anni, è finalmente in fase di conclusione grazie agli attuali Amministratori “sportivi”: Luigin Castagnola, Olimpionico, e Bruno Polipodio, Argento CONI.
di Rudi Decleva - Sussisa, 01 Gennaio 2012
TRENTA BAMBINI SI CIMENTANO NELLA PREPARAZIONE DEL PANDOLCE GENOVESE
Anche il Sindaco di Sori in gara
Nel giorno di antivigilia natalizia, la Società di Mutuo Soccorso di Sussisa e l’Associazione “Agitatori Culturali Irrequieti”, di recente costituzione nella stessa Frazione sorese, e con la collaborazione del locale Comitato Festeggiamenti “San Matteo”, hanno organizzato un gioioso pomeriggio di svago culturale che ha visto una trentina di bambini e bambine stare attenti alle origini “storiche” del nostro pandolce illustrate da Patrizia Biaghetti.
Successivamente – sotto la guida della “Maestra” Annalisa Roggieri – hanno assistito alla lavorazione dal vivo degli ingredienti a cura di Anna Olcese Porcile – decana cuoca di Sussisa con i suoi 87 anni – e di Norina Porcile, figlia e fedele allieva nel continuare la conservazione delle antiche ricette nel rispetto dell’ autentica tradizione genovese.
Tutti i bambini a turno hanno quindi partecipato all’impasto e lavorazione del proprio mini pandolce, che – immesso a cuocere nel forno – ha rappresentato un premio veramente originale per il loro volenteroso impegno. Era presente il Sindaco di Sori Luigi Castagnola, che – ricordando le sue origini famigliari, gestori di un forno autentico nei primi anni del ‘900 – ha voluto anch’egli partecipare fuori gara al divertente gioco di questo “Dolce Natale” di Sussisa.
di Rudi Decleva - Sussisa, 23 Dicembre 2011
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