L’errore che cosa sarà mai ?
Ossia, mi chiedo e chiedo, saremmo umani senza le nostre imperfezioni ?
Ed il concetto d’imperfezione non è forse il nostro modo per alleviare l’angoscia di cercare sempre nuovi obbiettivi e piccole sfide che ci lascino sfuggire dalla gabbia del quotidiano ?
E coloro che non tentano; quelli che per evitare l’errore non agiscono, li definiamo passivi rispetto al mondo ?
Parlare dell’errore determina la domanda; perché non ci sarebbe errore se l’uomo non fosse, per definizione, un essere interpretante , un qualcosa che definisce il reale attraverso la parola, cioè il simbolo. Siamo umani perché chiediamo al mondo delle risposte, perché l’errore, quello fondante, è la nostra impossibilità di sapere tutto.
Dunque l’errore non è forse l’uomo in sé ?
Quelli che non lo temono sono i bambini. In loro la meraviglia verso l’altro non è ancora turbata dal timore dei troppi sbagli, dei troppi giudizi, delle facili opinioni che ci propinano tutti i giorni. Gli adulti sbagliano con orgoglio e negano di aver sbagliato con altrettanto orgoglio.
E va bene ! Siamo imperfetti e non possiamo esimerci dall’errore. Tuttavia, come ci ha insegnato Popper, dall’errore dovrebbe scaturire un migliore teoria, sia etica che scientifica. Altrimenti, che errore sarebbe se non portasse all’aumento del sapere ?
Ma è forse un errore pensare che l’uomo, attraverso i suoi errori e la correzione di essi, muova verso la civilizzazione oppure è un essere destinato alla persistenza che è solo rimanere nella rete di Montale ?
Il mio consiglio di oggi ??
Leggere Topolino rilassa. Qui Quo Qua risolvono gli errori di Paperino e Paperino non sarebbe il nostro preferito se non fosse tanto imperfetto.
I Blog di Gian dei Brughi.
SABRINA GASPARINI
Nata a Genova
nell’ottobre del 1972vive a Genova
sabrigasp@libero.it
Laureata in Filosofia alla Statale di Milano nel 1997 con una tesi in collaborazione tra la cattedra di Filosofia Teoretica e Filosofia della Scienza.
In seguito ha frequentato un Master in Comunicazione d’Impresa presso l’Istituto Superiore di Comunicazione ( Mi ).
Tornata a Genova, ha iniziato a collaborare con riviste e fondazioni culturali ( “Fondazione Casa America” ; riviste: “Equilibrio” – “La Liguria Sas”) occupandosi della redazione, delle conferenze e scrivendo articoli di contenuto sociale e di saggistica.
Ha pubblicato, per la rivista del CAI e Pareti, reportages dei suoi viaggi alpinistici nelle zone turisticamente meno frequentate del mondo, dall’Oman, all’Algeria, al Mali, nonché negli Stati Uniti ed in Europa .
Ha vinto, nell’arco degli anni, diversi premi letterari riconosciuti a livello nazionale.
Nel maggio del 2009 è stato edito dalla Edicolors e curato dal Prof. Livio Sossi ( Prof. di letteratura per l’infanzia presso l’Università di Udine ), con illustrazioni di Ottavia Rizzo, il suo primo libro per l’infanzia ( 8-10 anni ) , “Il paese di Nessundorme”.
Nel maggio 2011 è stata pubblicata la nuova avventura della Combriccola, “Il Segreto di Amadou” ( 7-10 anni - Edicolors Ed) sempre scritta con lo pseudonimo “La Combriccola della mezza luna”, curata dal Prof. Livio Sossi ed illustrata da Roberto Pretari.
Da ottobre 2009 ha iniziato a svolgere laboratori di lettura e scrittura creativa.
www.lacombriccoladellamezzaluna.it
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