Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico dell’arte è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.
Il piacere di fruire e condividere l’arte ci ha spinti a creare un gruppo con la finalità di creare e divulgare cultura, col nome di un personaggio redento da questa.
Agitatori Culturali Irrequieti perché è la curiosità, il piacere della conoscenza la voglia di creare, di comunicare che contraddistingue le persone che hanno fondato Gian dei Brughi, tutti già impegnati dal punto di vista lavorativo in attività artistiche.
Sussisa, piccola frazione dell’entroterra ligure, già ricca in se di cultura, in cui è attiva una Società Agricola di Mutuo Soccorso e una Banda Musicale che ha quasi cent’anni, fatto abbastanza significativo per un borgo che ha meno di 150 abitanti.
È anche il luogo per elezione in cui i fondatori hanno scelto di vivere, abbandonando la città per una più elevata qualità della vita.
In un momento in cui impera un condizionamento mediatico che ha portato all’isolamento degli individui ormai “ipnotizzati dal tubo catodico”, social-network e televisione dispensatori dei nostri fabbisogni (commerciali e sentimentali) hanno limitato se non addirittura eliminato la nostra libertà di scelta, rendendoci tutto più facile senza più la necessità di dover pensare, riflettere, confrontarsi.
Gian dei Brughi intende riportare le persone ad incontrarsi, discutere, partecipare, condividere, esporsi ed esporre il proprio pensiero, facendole fruire di quella bellezza che, come diceva il principe Miškin di Dostoevskij, salverà il mondo.
La nostra filosofia sta nella magia del fare e del condividere, smontare le certezze per ricomporre una vita poetica.
La creazione di manifestazioni.
Il recupero della cultura contadina, portando a conoscenza delle giovani generazioni, gli usi, i mestieri, l’alchimia delle ricette di cucina, tutto quello che si sta perdendo in questo mondo che vive di preconfezionato.
Laboratori artistici per ragazzi, scrittura creativa e scacchi: l’utilizzo del gioco per riportare la capacità di concentrazione, di attenzione spesso compromessa da abitudini di vita frenetica
Un libro fotografico di ritratti in studio degli abitanti di Sussisa in un contesto che tende a valorizzare la loro personalità.
I Blog di Gian dei Brughi.
I siti degli Agitatori e degli amici.
IL BARONE RAMPANTE
di ITALO CALVINO
Riassunto tratto da
Una sera del 1950, all'osteria Fratelli Menghi, in via Flaminia, Salvatore Scarpitta racconta a Italo Calvino la sua avventura di dodicenne sull'albero di pepe. Sette anni dopo, esce Il barone rampante. Il romanzo è ambientato in un paese immaginario della riviera ligure, Ombrosa.
Ecco i personaggi principali: il barone Cosimo Piovasco di Rondò, che vive sugli alberi; suo fratello Biagio (voce narrante della storia); la sorella Battista e il suo fidanzato, il conte d'Estomac; la Generalessa e il barone Arminio Piovasco di Rondò, genitori di Cosimo; Sofonisba Viola Violante d'Ondariva detta la Sinforosa, bella nobile smorfiosa che s'impossessa del suo cuore fin dalla più tenera età, e i suoi due spasimanti, valorosi guerrieri ma ridicoli pretendenti, il cane Ottimo Massimo e il brigante Gian dei Brughi; l'abate Fauchelafleur; il cavalier avvocato Enea Silvio Carrega; Napoleone e lo Zar di Russia.
Il fatto principale è rappresentato da un futile litigio avvenuto il 15 giugno 1767 nella tenuta di Ombrosa, per via di un piatto di lumache non accettate da Cosimo che per protesta sale sugli alberi del giardino di casa e non scenderà mai più. Nonostante la collera e le minacce del padre, la vita del protagonista si svolge sempre sugli alberi, prima nel giardino di famiglia, poi nei boschi di Ombrosa, inframezzata da viaggi in terre lontane raggiunte saltando di ramo in ramo. La vita di Cosimo è piena di eventi, dalle scorribande con i ladruncoli di frutta alle battute di caccia, dalle giornate dedicate alla lettura alle relazioni amorose: a Olivabassa Cosimo fa la conoscenza di alcuni esiliati spagnoli e si innamora di Ursula che però, terminato l’esilio, ritorna in Spagna mettendo fine alla loro relazione .
Nel frattempo, la fama del barone rampante si diffonde con grande rapidità, e se inizialmente Cosimo aveva ragione d'imbarazzo per la famiglia, in seguito arriva a intrattenere rapporti con personaggi del calibro di Denis Diderot, Jean-Jacques Rousseau, Napoleone Bonaparte e lo Zar di Russia.
L'amore fra Viola e Cosimo è forte, ma la relazione si conclude per una serie di equivoci dopo numerosi litigi e altrettante riconciliazioni.
Quando Cosimo si ammala viene assistito dall'intera comunità di Ombrosa; lo invitano a scendere ma lui si rifiuta in maniera categorica. Un giorno sorprende tutti: si arrampica sulla cima di un albero, si aggrappa a una mongolfiera di passaggio e scompare nel cielo, senza tradire il suo intento di non rimettere più piede sulla terra.
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